La discesa di Crans-Montana
Il week end di sci alpino ha vissuto una tre giorni davvero intensa. La località non era di quelle banali: Crans-Montana, sede delle ultime gare di velocità prima dell'Olimpiade che prenderà il via a breve, ovvero dal 7 al 22 febbraio 2026. Oltre a ciò, come motivo di assoluta importanza per queste gare, sono state le circostanze straordinarie.
È stata un’edizione, questa, all'insegna del rispetto, rispetto per coloro che avrebbero magari anche preso parte a questo evento, come spettatori, ma che invece hanno perso tragicamente la loro vita: sto parlando delle oltre 40 vittime dell’incendio di capodanno. Per questo motivo, il design di tutta l’edizione è stato, per così dire, ripensato. Tutta la zona del parterre, così come l’arrivo, la partenza ed il podio non avevano i soliti colori rossi, bensì colori in bianco e nero, in segno di lutto, e la scritta (evidente sopra il traguardo) “Our thoughts are with you”.
Nell’aria, era percepibile quel sentimento, quel qualcosa di difficile da descrivere, ma che lasciava intravedere come quella, a differenza di tante precedenti edizioni, non sarebbe stata come le altre.

Foto di: Francesco Vanini
A livello sportivo, si sapeva che la tre-giorni avrebbe potuto essere compromessa a causa del maltempo. Già l’allenamento di giovedì era stato cancellato a causa delle importanti nevicate, nevicate che non hanno permesso di svolgere la discesa femminile (in programma venerdì) con il tracciato completo, bensì con una versione ridotta, approfittando del tempo per lavorare al meglio la neve sulla parte alta e prepararla per il supergigante femminile di sabato.
Ma anche il tracciato più corto del venerdì è risultato essere piuttosto ostico, complici le copiose nevicate che limitavano fortemente la visibilità oltre a compromettere il fondo della pista. Dopo sei atlete al via, la discesa è stata infatti cancellata, poiché, per di più, vi erano state ben tre atlete che non avevano concluso la loro gara. Una di queste, ed è forse stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso, era la celebre Lindsey Vonn, la super campionessa di 41 anni che ha deciso di rientrare (dopo un ritiro nel 2019) la stagione scorsa, con obiettivo dichiarato: le Olimpiadi. Con questa caduta, la sua situazione è parecchio compromessa, ma attenzione, colpo di scena: Lindsey Vonn prenderà parte alla competizione, pur avendo il crociato rotto.
Il sabato è cominciato inaspettatamente con un cielo stellato che ne lasciava presagire l’assenza di nuvole: ebbene, così è stato. A dominarlo, Mattia Casse, seguito da Cameron Alexander e Cochran-Siegle, in una sessione dove la maggior parte dei velocisti si è risparmiata, ma che ha portato anche qualche brivido, come quello fatto provare dal giovane Franzoni, per un attimo nelle vesti del funambolo Bode Miller, compiendo un salvataggio incredibile con lo sci sinistro ad altissima velocità per alcuni metri completamente sulle reti di protezione.
In seguito, alle 11:00 è scattato il Super-G femminile. Senza le “big” come Lara Gut-Behrami o la stessa Lindsey Vonn, la lotta per il podio era apertissima. Da segnalare, il ritorno di Federica Brignone (apparsa in forma e agguerrita come sempre dopo il suo infortunio e la conseguente riabilitazione lampo, per provare ad arrivare in tempo per i giochi olimpici in casa) accolta con molta ammirazione e rispetto dal pubblico.
La prima ottima gara, con la prima posizione mantenuta per diverso tempo, l’ha fatta l’italiana Roberta Melesi, con il pettorale 2. Buono il secondo settore ma soprattutto la parte finale, dove ha guadagnato quasi mezzo secondo su chi la precedeva. Dopo di lei, si è vista una Corinne Suter ancora piuttosto fuori forma (anche lei al rientro da un infortunio) e una Robinson che ha lasciato intuire che sulla parte finale si poteva recuperare qualcosa.
A scalzare dal podio Melesi è stata Sofia Goggia, che ha fatto la differenza sul tratto di scorrevolezza oltre che nella parte finale. Ma l’en plain l’ha portato a casa -una casa, la sua, distante solo qualche chilometro, Malorie Blanc. E chi se lo sarebbe aspettato! Certamente non chi era tra il pubblico. “Malo”, con il 17, ha attaccato tutta la pista, ed ha rosicchiato quanto bastava per passare in vantaggio nelle ultime due traverse prima del traguardo, traguardo dove il pubblico è impazzito di gioia e l'ha festeggiata durante tutta la durata della gara, intonando cori e sventolando le bandiere a più non posso. Dopo di che, con la pista che si è riscaldata leggermente diventando per qualche tempo più veloce, c’è da segnalare il terzo posto di Breezy Johnson e l’uscita all’ultima porta, con sommo dispiacere dei poveri telecronisti di RAI 2, di Laura Pirovano, destinata a vincere la gara con un ottimo tempo e dopo aver interpretato alla grande il tracciato. Ma così non è stato. Destino? Forse. È però un dato di fatto che questa vittoria ha fatto bene, molto bene a tutto il popolo svizzero, ma soprattutto a tutta Crans-Montana.

Foto di: 20 Minuten
La domenica splendente ha visto ripetere il podio del giorno precedente: stesse nazioni sullo stesso gradino. Le circostanze erano ben differenti: discesa maschile, sulla pista “Nationale”. Al cancelletto di partenza, 10 atleti svizzeri. Il più acclamato è stato Alexis Monney, terzo lo scorso anno nella storica tripletta dietro ad Odermatt e Von Allmen.
La discesa comincia subito (o meglio, comincia in ritardo per via della rocambolesca caduta, per fortuna senza conseguenze, di un apripista) con Justin Murisier, che commette subito un errore grossolano nella parte centrale della gara che viene oramai compromessa, anche se stava sciando molto bene (chissà senza quell’errore come sarebbe andata). In seguito, Monney non è costante e lascia centesimi a destra e manca: si dovrà accontentare del decimo posto finale.
Una discesa di altissimo livello è quella del veterano Dominik Paris: veramente in formissima, il 36enne con il pettorale 8 ha fatto una discesa solida, conquistandosi il primo posto parziale, in attesa dell’arrivo del fenomeno rossocrociato. “Odi” però stecca: partito bene, perde molto nel tratto di scorrevolezza (lui che è più forte sulle parti tecniche) e conclude con il secondo tempo parziale. Non ha spinto, ha preferito risparmiarsi, e forse è stato meglio così, poiché la stanchezza c’è e si fa sentire, lui che proverà a conquistare una medaglia sulla Stelvio di Bormio nel primo week end olimpico. Il suo posto verrà poi ereditato da Cochran-Siegle, che aveva già fatto bene in allenamento. Ma ecco che al cancelletto di partenza spunta Franjo Von Allmen. Un misto di euforia e preghiere si abbatte sui tifosi, che sperano di poter vedere uno svizzero al primo posto: e così sarà. Franjo attacca dall’inizio alla fine, facendo sue le parti di scorrevolezza, e scomponendosi (come al solito) sul salto, dove combina la sua consueta “franjata”, e rischiando lungo tutta la durata della discesa. La vittoria è meritata. Tripudio del pubblico, soprattutto sulla tribuna Vermala, dove il pubblico, di parte, canta la popolare canzone dell’Oberland bernese “Berner Oberland isch schön” per celebrare l’atleta di Boltigen.
Il podio è così composto, c’è da notare che, ad eccezione di Cochran, le prime 10 posizioni sono occupate in alternanza solo da svizzeri e italiani (ottime le prove di Roesti, Miggiano e Hiltbrand per la Svizzera e Alliod miglior risultato in carriera per il giovane azzurro).
La gara viene poi a lungo interrotta per la brutta caduta di Henrik Von Appen, cileno che partiva col pettorale 47, portato via dall’Air Zermatt in elicottero dopo quasi mezz’ora di attesa.
Per finire, l’ultimo svizzero, con il 50, Gaël Zulauf si piazza in 36esima posizione, 6 posizioni prima del veterano Kilde, ancora fuori forma e con un’evidente mancanza di fiducia dopo la brutta caduta di 2 anni fa per colpa della quale ha deciso di non prendere parte ai giochi olimpici.

Foto di: Francesco Vanini
Il risultato conferma quindi che, almeno nelle discipline veloci, svizzeri ed italiani saranno i veri rivali in questa edizione dell’Olimpiade (in casa per gli italiani) per contendersi una medaglia. Solo il week end prossimo saprà dirci se questa previsione sarà azzeccata, o se magari ci saranno sorprese.
A cura di: Francesco Vanini
Pubblicato il: 07.02.2026
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