I migliori album italiani usciti nel 2025
Arrivati al termine di questo 2025, un anno colmo di uscite per la musica italiana, è arrivato il momento di stipulare la mia personale top 20 degli album italiani usciti in questo 2025.
Ricordo che questa classifica è puramente soggettiva e si basa sulle preferenze del sottoscritto.
20) Dardust – Urban Impressionism (Piano Solo)
Non includere un’artista come Dardust in questa classifica mi sarebbe sembrato sbagliato. Dopo aver pubblicato in primavera “Urban Impressionism”, a fine estate l’artista ripropone l’album in versione piano solo. L’album, ovviamente tutto strumentale suonato al pianoforte, si propone come una dolce colonna sonora delle proprie giornate, alternandosi tra pezzi dolci e alcuni dal ritmo un po’ più sostenuto.
Foto di: All Music Italia


19) Gaia Banfi – La Maccaia
Ad aprile, l’artista milanese pubblica questo progetto ispirato a Genova e in generale alla Liguria, basato sulla sua infanzia, passata proprio nella regione. Ricordo ancora il momento in cui ho ascoltato questo album per la prima volta, eri in viaggio sul lungomare delle Marche, e mi rimase subito impresso per i suoi suoni coinvolgenti e per le sue atmosfere che riusciva a creare. I testi cantautorali, si alternano tra italiano e spagnolo, ma anche con vari termini in dialetto ligure, in primis proprio la “maccaia”, che non è altro che quell’aria umida e opaca tipica di Genova.
Foto di: All Music Italia

18) Nitro - Incubi
Questo album ha fatto un percorso strano, come se due giorni dopo la sua uscita tutto il mondo se ne fosse già dimenticato. Per me però è un album fin troppo sottovalutato e spero che la gente troverò del tempo per riascoltarlo. Troviamo un Nitro molto più maturo e consapevole nei testi, impreziositi da delle strumentali fantastiche. Troviamo brani più introspettivi, altri più di critica sociale, altri che sono dei veri e propri storytelling. Forse è un album difficile da capire, perché quasi ogni traccia è molto ricca di argomenti e complessa, ma una volta capita la scrittura di Nitro, è facile seguire il suo racconto.
Foto di: All Music Italia

17) Emis Killa - Musica Triste
Altro album che segue lo stesso discorso di “Incubi”, una settimana dopo la sua uscita è già sembrato dimenticato. È un peccato, perché per me è un album di ovvia qualità nel contenuto, e anche nel suo insieme. Il fulcro del disco viene esposto nella title track, “MUSICA TRISTE”, in cui lo stesso Emis, si interroga sul cambiamento che ti provoca il successo, e delle persone che perdi durante il percorso. Di quanto si può rimanere soli anche con i soldi e tutta la fama del mondo. Per certi versi ricorda “Locura”, l’ultimo progetto di Lazza uscito nel 2024. Le tematiche sono molto simili, la differenza è che questo rimane un disco molto più rap come struttura, anche grazie a brani come “EGOISTA” o “LUNA STORTA”.
Foto di: All Music Italia

16) Shablo - Manifesto
Dopo la partecipazione a Sanremo assieme a Guè, Tormento e Joshua con “La Mia Parola”, in piena estate Shablo pubblica “Manifesto”. Il titolo vuole essere una dichiarazione artistica: un ritorno alla black music — soul, R&B, funk, jazz e hip‑hop — e alle radici della musica urbana d’ispirazione classica. L’artista stesso ha definito il disco una sorta di provocazione contro l’omologazione del mainstream, mirando più alla qualità e alla sostanza che ai numeri e alle classifiche. Il risultato è ottimale, e tutto l’album (suonato da musicisti veri), si manifesta per l’appunto come una presa di posizione all’interno del mercato musicale. Al suo interno troviamo varie collaborazioni, tra cui Neffa, Ernia, Irama e Rkomi.
Foto di: All Music Italia

15) Chiello - Scarabocchi
Scarabocchi è un album intimo, riflessivo e personale, concepito come una specie di “viaggio emotivo” all’interno dei pensieri e delle sensazioni dell’artista. Il titolo richiama l’idea di scarabocchiare senza pensarci troppo, ossia lasciare fluire idee e sentimenti senza rigore, proprio come se fossero tratti spontanei e istintivi sulla carta. Musicalmente il disco non ricalca la trap dura degli esordi con gli FSK Satellite di cui faceva parte l’artista, ma si muove su un terreno che fonde pop, urban, cantautorato e sonorità evocative e variegate. Il risultato è un progetto che mescola malinconia, introspezione, confusione e speranza attraverso una scrittura diretta e autentica.
Foto di: All Music Italia

14) Venerus - Speriamo
Dopo i singoli “Ti penso” e “Felini” (con Marco Castello), Venerus pubblica il suo terzo album in studio. Un progetto intimo, riflessivo e variegato, che fonde pop, elettronica, cantautorato e influenze urban in un viaggio sonoro e tematico sulla speranza, sulle relazioni e sulle emozioni dell’essere umano nel tempo presente. Tutti gli artisti scelti per le collaborazioni riescono ad impreziosire l’album; troviamo Jake La Furia, Izi, Coez, Mahmood e altri. È un progetto che conferma Venerus come uno degli artisti più originali e introspettivi della scena musicale italiana contemporanea, unendo poetica e ricerca sonora in un unico percorso emotivo.
Foto di: All Music Italia

13) Ernia - PER SOLDI E PER AMORE
Tu cosa faresti per soldi? E per amore? Questo il concetto che sta alla base di questo disco. Ancora una volta, il rapper di Milano mostra le sue capacità di scrittura, mostrandosi in alcuni suoi lati che non aveva mai raccontato prima. Le tematiche presenti nell’album sono quelle del rapporto con i genitori, del rapporto con sé stesso, del rapporto con gli amici, con la fama, i soldi. L’album, curato musicalmente da Charlie Charles, si conclude con la realizzazione del percorso fatto da Ernia, che si definisce grato per la sua vita, e ci invita a fare lo stesso.
Foto di: All Music Italia

12) FACCIANUVOLA - il dolce ricordo della nostra disperata gioventù
Questo album si presenta come un progetto che mantiene lo stile intimo, onirico e riflessivo di faccianuvola, fondendo elettronica leggera, pop e cantautorato in un disco che esplora temi (come si capisce dal titolo) legati alla giovinezza, ai ricordi e alle emozioni sospese. Questo disco mi ha accompagnato in molti momenti della mia scorsa estate, stagione che per me è azzeccata per definire questo album, perché le vibes che ti dà sono esattamente quelle di essere in un prato durante un pomeriggio d’estate.
Foto di: All Music Italia

11) Tredici Pietro - NON GUARDARE GIU
Uno dei progetti usciti quest’anno che mi sono ascoltato di più. Quello che mi ha stupito più di ogni altra cosa, è che questo album non è definibile in un genere specifico. Ogni traccia è diversa dall’altra, non si sa mai cosa aspettarsi. Si fondono strumentali trap, hip-hop, R&B, drum & bass, soul, rap old school e tocchi di rock italiano. Il progetto si distingue per sperimentazione sonora e intimismo nei testi, affrontando con sincerità fragilità, paure, insicurezze e tensioni emotive personali. L’idea dietro al titolo e al disco è metaforica: non guardare giù non significa soltanto non farsi schiacciare dalle difficoltà, ma non fermarsi a razionalizzare, non lasciarsi paralizzare dal dubbio o dal giudizio esterno, e affrontare la vita con coraggio e autenticità. Si nota una maggiore maturità artistica rispetto alle pubblicazioni precedenti dell’artista; spero sia l’inizio di una grande carriera.
Foto di: All Music Italia

10) Franco126 - Futuri Possibili
Uno degli album che mi emoziona di più ogni volta che lo ascolto. Il progetto fonde il tipico cantautorato moderno di Franco126 con influenze contemporanee, passando da ballate intime a sonorità più pop e urbane senza mai perdere la sua voce unica e il senso di narrazione poetica. L’album affronta tematiche come relazioni, memoria, quotidianità e introspezione con testi ricchi di immagini e dettagli di vita vissuta. L’immaginario è sempre quello di mille futuri possibili, in cui l’artista si interroga su come sarebbe la propria vita in altri futuri. L’album perfetto da ascoltare una notte se non si riesce a dormire.
Foto di: All Music Italia

9) Mecna - DISCORDIA, ARMONIA E ALTRI STATI D'ANIMO
Il titolo dell’album riflette l’idea di Mecna di esplorare un ventaglio di emozioni contrastanti — dalla discordia interna ai momenti di armonia, fino ad altri stati d’animo complessi e paradossali — attraverso testi sinceri e personali che parlano tanto della sua esperienza diretta quanto dell’esperienza condivisa dalla sua generazione. Ho sempre trovato la penna di Mecna molto particolare e subito riconoscibile. Il progetto, uscito a pochi mesi dall’EP “Introspezione”, continua appunto questo viaggio introspettivo ed emotivo. È un album che miscela rap, introspezione lirica, melodie morbide e momenti più elettronici o acustici, mantenendo appunto la cifra stilistica intima e riflessiva tipica di Mecna. L’artista ha sottolineato che, durante la scrittura, ha privilegiato l’espressione personale e autentica, lavorando in modo solitario e lasciando emergere un linguaggio sincero piuttosto che inseguire perfezione tecnica, e tutto questo si sente e aiuta ad ottenere un risultato molto più autentico.
Foto di: All Music Italia

8) ELE A - Pixel
Ele A pubblica il suo primo album in studio, preceduto dal singolo “Ombre Di Città”, con Colapesce. Pixel mescola rap, hip-hop, trap e influenze elettroniche, con una produzione che alterna beat old-school, synth, chitarre e pianoforti, creando un suono contemporaneo ma ricco di riferimenti stilistici. Il progetto esplora temi personali e sociali, tra introspezione, emozioni, amicizia e relazioni, con testi scritti in prima persona dall’artista. La varietà sonora dell’album riflette la natura eclettica di Ele A, capace di passare da momenti più aggressivi e rap a parti liriche e melodiche con naturalezza. È così bello sentire una ragazza cresciuta in Ticino che fa rap come i più grandi della scena, meritandosi anche il loro rispetto, come confermano i featuring presenti nell’album. Ho messo questo album in una posizione così alto per la sua varietà, dai testi, alle strumentali, ai generi.
Foto di: All Music Italia

7) Bresh - Mediterraneo
Il mio album più ascoltato in questo 2025. Bresh conclude la sua trilogia “marina” con Mediterraneo. Qui il mare diventa ancora di più una metafora emotiva, rappresentando libertà, nostalgia, fuga e ritorno ed instabilità emotiva. Il Mediterraneo è casa, confine, ricordo d’infanzia e spazio mentale. Genova è sempre presente, anche quando non viene nominata, e anche qui si sente quanto il proprio posto di appartenenza influenzi la propria scrittura e di riflesso la propria musica. Mediterraneo è un progetto di appartenenza, scritto guardando il mare, ma parlando di persone. Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo con “La tana del granchio”, Bresh ricalca alcune sonorità più pop, ma con una scrittura propria, semplice ma profondamente sentita.
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6) Rkomi - decrescendo
Il disco che non mi aspettavo. decrescendo è senza dubbio il disco più importante del suo percorso artistico , perché segna il passaggio definitivo da promessa rap ad autore consapevole, con una scrittura più fragile, esposta e personale. Qui “decrescendo” non è solo un termine musicale: è una metafora emotiva, indica il rallentare. Rkomi sceglie di spogliarsi dall’hype, dal rumore, dalle aspettative, per concentrarsi su ciò che resta quando tutto si abbassa: pensieri, paure, relazioni. È un progetto dai testi profondamente introspettivi. Le tematiche spaziano da relazioni complicate, solitudine, necessità di essere capiti, della sua infanzia e paura del fallimento. Rkomi parla spesso di contraddizioni interiori, senza cercare risposte definitive. È un disco pieno di dubbi, non di soluzioni.
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5) ANGELINA MANGO - caramé
Il disco arriva senza preavviso, pubblicato un giovedì pomeriggio qualunque, ma forse è così che riesce a lasciare un maggiore impatto. Se qualcuno aveva dubbi su Angelina, qua si dovrà ricredere. Il titolo richiama qualcosa di dolce, colorato, apparentemente leggero, ma che si scioglie lentamente che cambia consistenza e che può diventare amaro; perché questo è, un album che usa un’estetica pop luminosa per parlare di emozioni complesse, contraddittorie, spesso irrisolte. Le produzioni sono curate, moderne, ma mai fredde: tutto ruota attorno alla voce di Angelina, che resta il vero centro emotivo del disco, espressiva, teatrale, fragile e potente allo stesso tempo. Il disco è un viaggio dentro ai suoi pensieri, ma con una grande consapevolezza artistica da parte dell’artista, che qua si spoglia da tutte le sue fragilità, dando vita ad un progetto più sincero e reale.
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4) DJ Shocca - 60 Hz II
Disco monumentale. DJ Shocca mette al centro le sue produzioni e costruisce attorno a sé un disco che fotografa il meglio del rap italiano attuale, come fatto per 60 HZ uscito nel 2004. Il suono è crudo, analogico profondamente hip-hop. Le produzioni rimangono al centro, ma le partecipazioni di vari artisti come Ernia, Inoki, Danno, Silent Bob e Nitro non fanno altro che impreziosire il tutto. Nessuno ha sfigurato davanti a un colosso come Shocca; ogni testo, puramente hip-hop come stile ma anche come approccio, riesce a risultare perfetto per la base del brano. L’ho percepito non solo come un omaggio al passato, ma come un documento culturale che dialoga tra presente e memoria grazie alla presenza di veterani e nuovi protagonisti. Come ribadito all’interno del disco, è un progetto interamente “dedicato alla musica”.
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3) Caparezza - Orbit Orbit
Un disco impattante. Orbit Orbit è un progetto concept molto ambizioso e originale, che fonde musica e fumetto, riflettendo la doppia natura creativa dell’artista: quella di musicista e quella di narratore visivo e sceneggiatore. Orbit Orbit nasce come colonna sonora del fumetto omonimo scritto dallo stesso Caparezza, pubblicato in contemporanea con l’album. Il titolo richiama l’idea di orbita, movimento, circolarità e viaggio interiore: il disco esplora concetti come libertà, immaginazione, evoluzione personale e la relazione tra realtà e fantasia. Sentiamo un Caparezza inedito, più consapevole e sincero. Ogni brano è curato in dettaglio, e le strumentali, che spaziano da elettroniche a chitarre fino ad arrivare a sezioni più orchestrali, non fanno altro che dare spazio alle parole dell’artista, che delicate si appoggiano sulla musica. La posizione di terzo posto gliela do per il progetto in generale, ma anche perché due brani presenti sono tra i miei brani preferiti di questo 2025.
Foto di: All Music Italia


2) Gemitaiz - ELSEWHERE
Un disco letteralmente perfetto. La scelta di tornare alle produzioni interamente suonate con gli strumenti veri fa un effetto magico su di me, per questo motivo per me questo album era da dieci già sulla carta. Non sono mai stato così contento quando una volta terminato l’ascolto ho potuto confermare questo mio voto. Elsewhere, il desiderio di fuggire da un’altra parte, per questo presente non ci piace. È una metafora all’industria musicale, dove quindi Gemitaiz si inserisce senza seguire regole di mercato: un disco suonato, che si allontana dagli standard voluti dalle case discografiche. Ogni brano è un viaggio, per tematiche, per strumentale. Il contributo di MACE e del duo Frenetik&Orange alle produzioni si sente, anche se molto brani sono stati prodotti dallo stesso Gemitaiz. Il desiderio di fuggire da un’altra parte da vita a un progetto molto più introspettivo, critico. L’identità artistica di Gemitaiz qua viene fuori in ogni sfaccettatura, dando vita ad un progetto diretto, spaziale, quelli che se mentre lo ascolti chiudi gli occhi ti sembra davvero di essere da un’altra parte.
Foto di: All Music Italia
A cura di: Jona Arrighi
pubblicato il: 31.12.25

1) Salmo - RANCH
Mi sono interrogato a lungo su questa prima posizione, ma dopo aver riascoltato l’intero album posso dire che si, RANCH di Salmo è senza dubbio il mio disco preferito di questo 2025. Il disco nasce dopo un completo distacco dal mondo dei social da parte dell’artista, che si isola in un ranch in Sardegna, e partorisce un album vero, diretto e critico. È un disco personale, che parla della sua famiglia, delle sue abitudini, della scena rap e del mondo attuale costituito solo da numeri. Non mancano i pezzi love, che dopo un attento ascolto non mi sono sembrati altro che una dedica alla musica più che a una persona vera e propria. Salmo dimostra di essere ancora l’uomo da battere, e che nessuno può permettersi un album del genere. Salmo qui ha fatto Salmo, per questo si spazia da brani più personali, suonati chitarra e voce dallo stesso Salmo, ad un brano techno, fino ad arrivare a brani più di critica sociale. È un disco perfetto dall’inizio alla fine, quindi si, per me è il disco italiano migliore di questo 2025.
Foto di: All Music Italia
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