Olly - Il concerto al Forum di Assago

Ha fatto tappa venerdì 20 marzo all’Unipol Forum di Milano il Tutta Vita Tour Palazzetti 2025-2026 di Olly, un tour tutto esaurito da ormai mesi, per un totale di 13 date in tutta Italia, prima di partire per cinque date estive tra cui la tripletta allo Stadio Ferraris di Genova.

C’è aria di attesa, si percepisce subito. Il clima dentro al Forum ovunque mi guardo è quello di una festa. Mancano circa quindici minuti all’inizio del concerto. Il palazzetto si sta riempiendo. La gente parla, ma si sente l’adrenalina nell’aria. Dopo una decina di minuti di ritardo, le note di “Albachiara” di Vasco Rossi si intonano dalle casse. Tutto il palazzetto la canta a squarciagola, fino a quando, al termine del brano, le luci si spengono, il pubblico grida. Dopo la intro, ecco che Olly sale sul palco sulle note di “È festa”. È proprio così che la festa può iniziare. Si prosegue con “L’anima balla”, passando per “Il brivido della vita”, “Polvere”, “A squarciagola”. Quello che esce dalle casse e arriva al pubblico è un suono impattante, portato sul palco in maniera egregia e con alchimia da tutti i membri della band: batteria, basso, chitarre, pianoforti, strumenti a fiato e violino. 

C’è poi il momento del tavolo, quello in cui Olly e alcuni componenti della band, tra cui Juli, si siedono a un tavolo davanti alla passerella che si allunga sul pubblico, e si siedono per performare alcune canzoni in acustico. Le luci calde fisse, senza troppi guizzi, per rappresentare al meglio il senso di semplicità ed autenticità del momento. In questa sezione, tra le altre troviamo “Bianca, HO VOGLIA DI TE e Depresso Fortunato”. È proprio su quest’ultima che il concetto di festa cattura tutto il Forum, che salta all’unisono gridando tutte le parole del brano. Un inno alla vita, alle feste, cantato da persone che non si conoscono ma che per un attimo è come se fossero tutti amici di lunga data, ritrovati grazie alla passione condivisa per un artista. Dopo questo momento di gioia collettiva, la band torna al completo sul palco, e si prosegue con brani come “Scarabocchi”, “Quei ricordi là”, “Balorda nostalgia”, “Buon trasloco”, fino ad arrivare sulla tripletta finale “Devastante”, “Menomale che c’è il mare”, ed infine, da tradizione, la cover di “Il pescatore”, di De Andrè.

Lo show, rimasto pressoché uguale alle date dello scorso autunno, si riconferma vincente grazie alla sua semplicità e alla voglia dell’artista stesso di esprimersi al massimo, restando tra la sua gente. Il palco è semplice, senza troppe scenografie mozzafiato. Le postazioni dei vari musicisti, posizionate a varie altezze diverse, con dietro di loro un grosso maxischermo sul quale non sono presenti grandi visual spettacolari o esagerate, al contrario, troviamo per quasi tutta la durata del concerto riprese live dello show, aiutando maggiormente nell’immersione anche per chi è posizionato più in lontananza. Niente fuochi d’artificio, niente effetti speciali, semplicemente la voglia di Olly di trasmettere felicità e spensieratezza per oltre due ore ai suoi fan.
Ciò non vuol dire che lo show sia disimpegnato, tutt’altro. Si nota l’impegno di tutta la troupe nel portare uno show di livello nonostante la sua semplicità: il suono arriva alle orecchie del pubblico in modo quasi perfetto, la regia video live è curata al dettaglio e il disegno luci progettato è studiato apposta per risaltare al meglio queste riprese sui maxischermi.  Risalta l’incredibile ricerca musicale che c’è dietro, con vari momenti di assoli tra i musicisti, che riescono a ritagliarsi ognuno uno spazio giusto per valorizzare loro stessi e i loro strumenti. 


Olly sul palco è incredibile, si atteggia proprio come se quello sia il suo posto, e qua si nota tutta la gavetta di palchi fatta negli scorsi anni.
Alla conclusione del concerto, sulle note di “Il pescatore”, quello che si percepisce è la sensazione che ogni singola persona dentro quel palazzetto si sia sentita libera nelle precedenti due ore, riuscendo ad esternare in mezzo a migliaia di sconosciuti ogni propria emozione, liberandosene. Tutta Vita Tour è uno stile di vita, quasi un motto, la voglia di vivere ogni minima cosa al massimo. A vincere è la semplicità, anche l’imperfezione a tratti, l’umanità. 

Davanti a tournée studiate a puntino, in cui a vincere spesso non sono le performance degli artisti, ma le elaborate scenografie e la costruzione del concerto, qua vince la spontaneità, ciò che riesce ad unire più persone all’unisono. 

 

Foto di: Onda Rock

A cura di: Jona Arrighi

Pubblicato il: 23.03.26

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