Previsione Oscar 2026
Introduzione:
Come ogni anno il periodo che intercorre tra febbraio e marzo regala per noi cinefili (e non solo) la famosa “Stagione dei premi” che raggiunge il suo culmine (quest’anno) il 16 marzo con gli Academy Awards (meglio noti come premi oscar). Come di consuetudine la premiazione avverrà al meraviglioso Dolby Theatre di Los Angeles e vedrà l’assegnazione di ben 24 statuette (le classiche 23 più il nuovissimo premio per il miglior casting).
Quest’anno io commenterò l’assegnazione dei premi e mi sono chiesto: “Perché non presentare la mia personalissima previsione?” e allora eccomi qui a prevedere chi si contenderà l’ambitissima statuetta.
Prima di iniziare a fare previsioni tengo a specificare che non ho ancora recuperato tutti i film in gara per quest’edizione quindi vi trovate davanti ad una previsione fatta su un numero più ristretto di film rispetto alla totalità dei prodotti in gara. Inoltre, la mia assegnazione è totalmente personale e si basa sul mio modo di intendere il cinema (che negli ultimi anni si è dimostrato abbastanza in disaccordo con quanto scelto dall’Academy). Per ogni singola categoria verrà allegata la selezione scelta di pellicole e seguirà il film vincitore secondo me e un piccolo commento sui motivi della mia scelta. Per ovvie ragioni (ovvero la mia incapacità nel giudizio delle seguenti categorie o l’impossibilità di recuperare almeno 3 film della categoria) non verranno presi in considerazione le seguenti categorie:
- Miglior documentario
- Miglior cortometraggio documentario
- Miglior cortometraggio d’animazione
- Miglior film internazionale
Inoltre, tengo a ricordare i premi speciali già assegnati:
Oscar onorario:
- Tom Cruise
- Debbie Allen
- Wynn Thomas
Premio umanitario Jean Hersholt:
- Dolly Parton

Foto di: reuters
Miglior colonna sonora originale:
- Jerskin Fendrix, Bugonia
- Alexandre Despalt, Frankenstein
- Max Richter, Hamnet – Nel nome del figlio
- Jonny Greenwood, Una battaglia dopo l’altra
- Ludwig Göransson, I peccatori
Vincitore:
- Ludwig Göransson, I peccatori
Il motivo:
Chi mi conosce lo sa: io amo follemente le colonne sonore composte dal compositore e direttore d’orchestra svedese. Il motivo? Secondo me in ogni sua opera riesce a cogliere le sottigliezze dei personaggi, i momenti di tensione, le atmosfere dei lavori sulla quale mette mano. Sinners – I peccatori non è un lavoro dove questa componente non viene rispettata. Göransson riesce a creare in maniera sublime le ambientazioni di quell’America dei primi anni ’30 e riesce a sviluppare attraverso le sue melodie tutta la componente legata alla maledizione che infervora la storia di Coogler.

Foto di: Milan Records
La previsione:
Per mantenere lo spettatore con il fiato sospeso (proprio come accade durante il programma) seguirò la lista di Wikipedia (dove sono elencati i film in gara per categoria), ma partendo al contrario (quindi al posto di partire dalla categoria Miglior film partirò dal premio per la miglior canzone originale).
Miglior canzone originale:
- Dear Me, Diane Warren: Relentless
- Golden, KPop Demon Hunters
- I Lied to You, I peccatori
- Sweet Dreams of Joy, Viva Verdi!
- Train Dreams, Train Dreams
Quest’anno (come del resto non è raro trovare nelle liste degli Oscar), troveremo diversi nomi ricorrenti (come, ad esempio, il plurinominato Sinners). Non sorprende che il musical horror di Ryan Coogler, sia tra i nominati.
Vincitore:
- Train Dreams, Train Dreams
Il motivo:
Decido di premiare il brano composto da Bryce Dessner e interpretato magistralmente da Nick Cave perché la canzone, oltre ad avere un arrangiamento minimalista orchestrale e che a tratti riprende il folk americano, funge da vera componente narrativa, trasportandoci la vita ordinaria del protagonista. Amplifica il tema ricorrente della memoria e rende le riflessioni del protagonista un elemento universale.

Foto di: The New Yorker
Miglior sonoro:
- Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta, F1 – Il film
- Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke e Brad Zoern, Frankenstein
- José Antonio García, Christopher Scarabosio e Tony Villaflor, Una battaglia dopo l’altra
- Chris Welcker, Benjamin A. Brutt, Felipe Pacheo, Brandon Proctor e Steve Boeddeker, I peccatori
- Amanda Villavieja, Laia Casanovas e Yasmina Praderas, Sirāt
Il vincitore:
- Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta, F1 – Il film
Il motivo:
Sarebbe superfluo elogiare il lavoro sublime fatto dal reparto tecnico del film sulla F1. Il sonoro sembra trasportarti direttamente a bordo pista, mentre le macchine sfrecciano a 300 km/h.

Foto di: IMDb
Miglior montaggio:
- Stephen Mirrione, F1 – Il film
- Ronald Bronstein e Josh Safdie, Marty Supreme
- Andy Jurgensen, Una battaglia dopo l’altra
- Olivier Bugge Coutté, Sentimental Value
- Micheal P. Shawver, I peccatori
Il vincitore:
- Andy Jurgensen, Una battaglia dopo l’altra
Il motivo:
Il montaggio è frenetico, veloce, come del resto la vita dal momento della scomparsa della figlia del protagonista interpretato da DiCaprio. Nonostante la frenesia apparente del montaggio il film si fa seguire in maniera lineare e si prende i suoi tempi.

Foto di: The Hot Corn
Migliori effetti visivi:
- Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barret, Avatar – Fuoco e cenere
- Ryan Tudhope, Robert Harrington, Nicolas Chevallier e Keith Dawson: F1 – Il film
- David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan e Neil Corbould, Jurassic World – La rinascita
- Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen e Brandon K. McLaughlin, The Lost Bus
- Micheal Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter e Donnie Dean, I peccatori
Il vincitore:
- Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barret, Avatar – Fuoco e cenere
Il motivo:
Sarebbe superfluo ribadire il grande lavoro effettistico che hanno fatto i 3 film della fortunata saga di Avatar, ogni film l’obbiettivo è superare il precedente e, nonostante la mia critica aspra all’ultima fatica di James Cameron, la gran parte degli effetti speciali sono l’unica parte apprezzabile dell’opera. Effetti creati da zero appositamente per la pellicola, una CGI che nella maggior parte del film è pressoché impeccabile. Nessun reparto effettistico merita più di Avatar – Fuoco e cenere l’ambita statuetta.

Foto di: Box Office
Migliori trucco e acconciatura:
- Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey, Frankenstein
- Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino e Tadashi Nishimatsu, Koukho
- Ken Diaz, Mike Fontaine e Shunika Terry, I peccatori
- Kazu Hiro, Glen Griffin e Bjoern Rehbein, The Smashing Machine
- Thomas Foldberg e Anne Cathrine Sauerberg, The Ugly Stepsister
Il vincitore:
- Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey, Frankenstein
Il motivo:
L’ultima fatica di del Toro ha un sacco di pregi e uno dei più spiccati e senza alcun dubbio il trucco, in particolar modo quello svolto su Jacob Elordi. Un trucco minuziosamente accurato che rende il bello quasi brutto, terrificante, morto. Lavoro che si protrae per tutta l’opera in maniera impeccabile.

Foto di: Neomag
Migliori costumi:
- Deborah L. Scott, Avatar – Fuoco e cenere
- Kate Hawley, Frankenstein
- Małgorzata Turzańska, Hamnet – Nel nome del figlio
- Miyako Bellizzi, Marty Supreme
- Ruth E. Carter, I peccatori
Vincitore:
- Kate Hawley, Frankenstein
Il motivo:
Discorso molto simile a quello fatto per il reparto trucco e acconciatura. I costumi del Frankenstein di Guillermo del Toro raccontano una storia, fungono da motore della narrazione e stratificano la caratterizzazione del personaggio.

Foto di: Vogue
Miglior scenografia:
- Tamara Deverell e Shane Vieau, Frankenstein
- Fiona Crombie e Alice Felton, Hamnet – Nel nome del figlio
- Jack Fish e Adam Felton, Marty Supreme
- Florencia Martin e Anthony Carlino, Una battaglia dopo l’altra
- Hannah Beachler e Monique Champagne, I peccatori
Il vincitore:
- Tamara Deverell e Shane Vieau, Frankenstein
Il motivo:
Chi mi conosce sa il mio amore verso il cinema vecchio stampo. Quel cinema fatto ancora di miniature, di effetti speciali analogici. Il capolavoro di del Toro riesce a ricreare un’ideale di cinema analogico, lontano dalla computerizzazione degli ambienti, ma bensì dedito alla loro ricostruzione. Le località della storia sono ricreate in maniera fiabesca, ma senza snaturalizzare i toni gotici del romanzo della Shelly.

Foto di: Corriere.it
Miglior fotografia:
- Dan Lausten, Frankenstein
- Darius Khondji, Marty Supreme
- Micheal Bauman, Una battaglia dopo l’altra
- Autumn Durald Arkapaw, I peccatori
- Adolpho Veloso, Train Dreams
Il vincitore:
- Autumn Durald Arkapaw, I peccatori
Il motivo:
Una fotografia dai toni cupi, ma che trova un corrisposto nella luce e che continua a mettere in contrapposizione questi due toni creando così il regno dei viventi e il regno dei morti.

Foto di: 24 Heures
Miglior casting:
- Nina Gold, Hamnet – Nel nome del figlio
- Jennifer Venditti, Marty Supreme
- Cassandra Kulukundis, Una battaglia dopo l’altra
- Gabriel Domingues, L’agente segreto
- Francine Maisler, I peccatori
Il vincitore:
- Cassandra Kulukundis, Una battaglia dopo l’altra
Il motivo:
Ed eccoci dunque arrivati alla nuova categoria degli Oscar. Non saprei veramente come valutare un casting, perciò, mi atterrò al discorso se gli attori erano la scelta giusta o no per il ruolo da loro interpretato e secondo me il discorso è reso alla perfezione dell’ultimo film di Paul Thomas Anderson.

Foto di: Thinkmovies

Miglior film d’animazione:
- Arco, regia: Ugo Bienvenu
- Elio, regia: Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
- KPop Demon Hunters, regia: Maggie Kang e Chris Appelhas
- La piccola Amélie, regia: Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
- Zootropolis 2, regia: Byron Howard, Jared Bush
Il vincitore:
- Zootropolis 2, regia: Byron Howard, Jared Bush
Il motivo:
Probabilmente uno dei migliori sequel animati degli ultimi anni e nonostante siano passati diversi anni dal primo capitolo l’hype attorno era alto e devo dire che il film si è difeso bene e ha lavorato in maniera incredibile sulle animazioni. Inoltre, il film trova messaggi secondari a sfondo politico che colpiscono un adulto come una cannonata facendo riflettere sulla condizione sociale odierna di alcune classi.
Foto di: FilmTotal

Miglior sceneggiatura originale:
- Ronald Bronstein e Josh Safdie, Marty Supreme
- Rayan Coogler, I peccatori
- Robert Kaplow, Blue Moon
- Jafar Panahi, Shadmehr Rastin, Nader Saïvar e Mehdi Mahmoudian, Un semplice incidente
- Eskil Vogt e Joschim Trier, Sentimental Value
Il vincitore:
- Rayan Coogler, I peccatori
Il Motivo:
Coogler riesce a creare una vera favola horror adatta ai giorni nostri. La storia è coerente, tesa e non ha grossi difetti o approssimazioni. La trama è stratificata e lavora in maniera eccellente.
Foto di: Quinlan.it
Miglior sceneggiatura non originale:
- Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l’altra
- Guillermo del Toro, Frankenstein
- Greg Kwedar e Clint Bentley, Train Dreams
- Will Tracy, Bugonia
- Chloé Zhao e Maggie O’Farrell, Hamnet – Nel nome del figlio
Il vincitore:
- Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l’altra
Il motivo:
Forse uno dei film più strutturati degli ultimi 5 anni, una trama che rispecchia fedelmente il lavoro originale, ma connotando la critica sociale ai giorni nostri.
Foto di: Rolling Stone

Miglior attrice non protagonista:
- Elle Fanning, Sentimental Value
- Inga Ibsdotter Lilleaas, Sentimental Value
- Amy Madigan, Weapons
- Wunmi Mosaku, I peccatori
- Teyana Taylor, Una battaglia dopo l’altra
La vincitrice:
- Wunmi Mosaku, I peccatori
Il motivo:
Una prestazione monstre, che dimostra la grandezza attoriale dell’attrice trentanovenne. Riesce ad incarnare la pazzia, lo spavento e la preoccupazione in scene non semplici e ricche di tensione (che spesso riesce a trasmettere semplicemente con lo sguardo).
Foto di: Glamour.uk


Miglior attore non protagonista:
- Benicio del Toro, Una battaglia dopo l’altra
- Jacob Elordi, Frankenstein
- Delroy Lindo, I peccatori
- Sean Penn, Una battaglia dopo l’altra
- Stellan Skarsgård, Sentimental Value
Il vincitore:
- Sean Penn, Una battaglia dopo l’altra
Il motivo:
Sarebbe riduttivo dire la bravura attoriale di Sean Penn, ma nonostante la sua grandezza rinomata è riuscito a fare un salto di qualità che lo ha portato ad interpretare il ruolo che corona una carriera fatta di alti e bassi. Sbalordisce con un antagonista fuori dagli schemi, ma incredibilmente attuale, e riesce ad incarnare alla perfezione quella malvagità spietata, disposta a tutto pur di raggiungere il suo obbiettivo. Riesce ad interpretare alla perfezione anche la pulsione sessuale che spinge il personaggio a compiere le sue azioni, il tutto senza far sembrare il personaggio una caricatura o una forzatura.
Foto di: E! News

Miglior attrice protagonista:
- Jessie Buckley, Hamnet – Nel nome del figlio
- Rose Byrne, Se solo potessi ti prenderei a calci
- Kate Hudson, Song Sung Blue
- Renate Reinsve, Sentimental Value
- Emma Stone, Bugonia
La vincitrice:
- Emma Stone, Bugonia
Il Motivo:
Penso che ad oggi Emma Stone sia la migliore attrice sul mercato. In grado di fare qualsiasi cosa e diretta (per la 4 volta) da Yorgos Lanthimos riesce sempre a superarsi. La formula non cambia con Bugonia dove riesce a dimostrarsi sopra le righe, ma mai al punto di sembrare ridicola o una caricatura. Riesce attraverso le mere espressioni a trasmettere una palette vastissima di emozioni e lo fa sempre accompagnando ciò da una recitazione fine, ma di incredibile prestigio.
Foto di: DiscusingFilm

Miglior attore protagonista:
- Timothée Chalamet, Marty Supreme
- Leonardo DiCaprio, Una battaglia dopo l’altra
- Ethan Hawke, Blue Moon
- Micheal B. Jordan, I peccatori
- Wagner Moura, L’agente segreto
Il vincitore:
- Leonardo DiCaprio, Una battaglia dopo l’altra
Il motivo:
Troppo superiore a qualsiasi attore in gara quest’anno. Una capacità recitativa fuori dal comune che si dimostra tale ad ogni singola interpretazione. In questo film DiCaprio riesce a fare il ruolo dell’ex tossico dipendente in una maniera eccelsa. Lo fa usando semplicemente una balbuzie falsa, ma resa in una maniera impeccabile, attraverso uno sguardo basso e quasi vuoto a simboleggiare gli anni dio dipendenza e i loro effetti negativi. Inoltre, riesce a caricare emotivamente il personaggio e a reggere la pressione e la velocità delle scene. Non fa mai sembrare il personaggio uno stereotipo del tossico o del manifestante e riesce a creare un equilibrio tra quei due mondi.
Foto di: Sky TG24

Miglior film:
- Bugonia, regia: Yorgos Lanthimos
- F1 – Il film, regia: Joseph Kosinski
- Frankenstein, regia: Guillermo del Toro
- Hamnet – Nel nome del figlio, regia: Chloé Zhao
- Marty Supreme, regia: Josh Safdie
- Una battaglia dopo l’altra, regia: Paul Thomas Anderson
- L’agente segreto, regia: Kleber Mendoça Filho
- Sentimental Value, regia: Joachim Trier
- I peccatori, regia: Ryan Coogler
- Train Dreams, regia: Clint Bentley
Il vincitore:
- Una battaglia dopo l’altra, regia: Paul Thomas Anderson
Il motivo:
Come già accennato in precedenza: ci troviamo davanti al film con la critica politica più forte e soprattutto ad una critica attualissima. Un film che ha il coraggio di scagliarsi contro il governo attuale statunitense e lo fa senza paura, senza mezzi termini. Ha il coraggio di urlare l’indignazione verso il trattamento riservato ad una parte dei cittadini e verso l’immigrazione, una pellicola che funge da urlo di protesta in un mondo che sempre più spesso decide di fare voto di omertà verso le pratiche disumane e contro la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Quando ho assistito alla proiezione rimasi senza parole dal coraggio e dalla forza del prodotto di Paul Thomas Anderson e per questo motivo decido di premiarlo con la massima statuetta (e mi auguro altrettanto faccia l’Academy il 16 marzo).
Foto di: ScreenDaily
A cura di: Alessandro Molteni
Pubblicato il: 15.03.2026

Conclusione:
Sarà una nottata interessante quella che ci spetta lunedì 16 marzo e sarà una vera lotta all’ultimo sangue tra i diversi capolavori in gara. Chi sa se pure quest’anno (come l’anno scorso), la premiazione riserverà qualche sorpresa, oppure se sarà facilmente prevedibile l’esito dei premi.
Possiamo dire tranquillamente che il grande favorito (visto il quantitativo di nomination prese, ben 16, stabilendo un nuovo record e spodestando il colossal Titanic di Cameron) rimane sicuramente I Peccatori di Rayan Coogler, ma attenzione al thriller politico con protagonista Leonardo DiCaprio che potrebbe alla fine avere la meglio sul fortunato musical con Michael B. Jordan.
Foto di: Deadline



