My time is up, your time is now
È la notte tra il 13 e il 14 dicembre 2025. Alle 4 del mattino svizzere va in scena l’ultimo match della carriera di John Cena, a Saturday Night Main Event, evento interamente dedicato a lui, nella cornice di Washington DC.
Si chiude così la carriera del lottatore bostoniano (nato in realtà a Newbury, Massachusetts, ma da sempre associato a Boston), una delle figure più iconiche della storia del wrestling.
Spiegare cosa sia stato John Cena per il wrestling è difficile, quasi impossibile. Servirebbero paragoni sportivi importanti, ma questo aprirebbe inevitabilmente polemiche da parte di chi non considera il wrestling uno sport. Per evitare discussioni inutili, bastano poche parole: John Cena è stato il volto di un’era.
È stato il nome più riconoscibile dello sport-entertainment mondiale, dentro e fuori dal ring, e su questo nessuno potrà mai mettere in dubbio il suo impatto.
Dal 2002, quando entrò di corsa sul ring per sfidare un già affermato Kurt Angle, la sua presentazione fu semplice e diretta:
“I’m John Cena, ruthless aggression” (“Sono John Cena, spietato e aggressivo”).
Da quel momento John non ha mai smesso di correre. Nel corso della sua carriera ha cambiato diversi ruoli, soprattutto all’inizio: dalla prima versione aggressiva al rapper Dr. Thuganomics, fino ad arrivare al personaggio che lo ha reso una leggenda: l’uomo che non molla mai.

foto di Mowmag.com
Per oltre vent’anni Cena ha incarnato il messaggio del “Never Give Up”, diventando il simbolo della compagnia di Stamford non solo sul ring, ma anche fuori.
John Cena, però, non è stato solo un grande lottatore. È stato l’uomo che ha esaudito più desideri di chiunque altro nella storia con la fondazione Make-A-Wish, regalando sorrisi a bambini malati in tutto il mondo. Parallelamente ha intrapreso una carriera a Hollywood, seguendo un percorso simile a quello di un’altra leggenda del wrestling: Dwayne Johnson (The Rock).
Chiunque, almeno una volta nella vita, ha sentito risuonare la sua musica d’ingresso. Lo ha visto apparire sullo stage, salutare Stew, il cameraman che per anni gli è stato accanto, fermarsi a scambiare due parole con lui, prendere l’asciugamano con scritto “Never Give Up” e lanciarlo al pubblico insieme al cappellino da baseball.
Poi, guardando la telecamera, sempre quella di Stew, pronunciare la frase diventata rituale:
“Let’s go to work.”

foto di 95.7 Big Fm
Da lì la corsa verso il ring, l’ingresso, la maglietta tolta con il suo gesto inconfondibile. Quando la campana suonava, tutti sapevano come sarebbe andata: Cena avrebbe sofferto, incassato colpi, ma non avrebbe mollato. Alla fine, in qualche modo, avrebbe trovato la forza di schienare l’avversario, alzare la mano con il palmo aperto davanti al volto e pronunciare, guardando l’avversario a terra, le parole che tutti conoscono:
“You can’t see me.”
John Cena ha vinto tutto. È il wrestler con più titoli mondiali nella storia, 17 volte campione del mondo, record raggiunto lo scorso aprile battendo Cody Rhodes. Elencare tutti i titoli sarebbe ridondante: basta dire che ha vinto ogni cosa possibile.
Ma sabato notte è stato diverso. Dopo 25 minuti di incontro, Cena ha dovuto cedere contro il Ring General Gunther. Una sconfitta storica, la prima dopo vent’anni per sottomissione, accolta con un sorriso. Uno sguardo che sembrava dire: “Il mio tempo è finito. Ora tocca a voi.”
foto di: Sport Illustrated

Dopo il match, tutte le superstar sono entrate a bordo ring. Tra loro Cody Rhodes, che aveva riconquistato la cintura a SummerSlam proprio contro John, e CM Punk, altro campione mondiale. I due hanno consegnato a Cena i loro titoli, permettendogli di alzarli un’ultima volta davanti al pubblico, mentre nell’arena risuonava ancora una volta:
“The Champ is here!”
Successivamente è stato il turno di Triple H, che ha ringraziato Cena mostrando un video tributo sulle note di “Sweet Disposition” (Lost Frequencies). John ha guardato il filmato in silenzio, poi si è inchinato più volte al pubblico di Washington. Si è tolto scarpe e polsini, lasciandoli al centro del ring come ultimo saluto.
Ha percorso per l’ultima volta la rampa, questa volta lentamente, non correndo come aveva sempre fatto. Si è girato, con tutti gli occhi puntati su di lui, si è inchinato ancora, ha fatto il suo classico saluto militare e ha pronunciato le sue ultime parole:
“It’s been a pleasure serving you all these years. Thank you.”
(“È stato un onore servirvi per tutti questi anni. Grazie.”)
John Cena non salirà mai più su un ring a combattere. Con lui se ne va una parte di ogni fan del wrestling.
Ma le leggende non finiscono: iniziano proprio quando lasciano il ring.
He is the Greatest of All Time.
The never-seen 17.
Celebrating one final time with each and every one of you.
The last real champion.
JOHN CENA.
Thank you, John.
Articolo di: Aaron Bachmann
pubblicato il: 18.12.25
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