Salmo live all’Unipol Forum di Milano alza di nuovo lo standard dei concerti live: il racconto del concerto

foto di: Rockon.it

Dopo la data evento del Lebonski Park andata in scena il 6 settembre a Rho, radunando più di 40mila fan, Salmo ha proseguito il suo Worldwide Tour 2025 passando per i principali palazzetti italiani e alcune venue europee. Salmo si sa, è considerato uno degli artisti più bravi nei live in Italia, se non il migliore, e giovedì non ha confermato questo titolo, ha addirittura alzato lo standard. Premetto che chi sta scrivendo questo articolo potrebbe essere un tantino di parte, ma non si può negare in modo oggettivo che quelli di Salmo siano forse i live più completi nel panorama rap (e non solo) italiano. Perché dico “e non solo”? Perché i live di Salmo non sono solo rap, spaziano tra sonorità rock tendenti al metal, ma anche techno, tutto in uno show unico. La struttura dei suoi live è da qualche anno molto simile, una prima parte rock-metal con la band, una seconda più acustica, e un’ultima in cui la band lascia spazio alla console padroneggiata da DJ 2P. 

foto di: instagram vivoconcerti

Lo show inizia con “ON FIRE”, traccia intro dell’ultimo progetto dell’artista, “RANCH”, uscito lo scorso maggio. Fuoco, fiamme, chitarre e una potenza del suono impattante in tutto il palazzetto. Il pubblico salta, muove le mani a tempo e si scatena. Salmo sul palco è un mostro, lo domina, confermando ancora una volta che lui è il capo di questo sport. Lo show procede con questa prima parte con la band. Parliamo un po’ di lei. Quasi tutti i membri sono musicisti ed amici storici di Salmo, che ormai lo accompagnano da anni in tour. Troviamo Marco Azara alle chitarre, Frenetik (del duo Frenetik&Orange) ad alcuni synth e chitarre, Alex Sanfilippo (new entry) alla batteria, Dade al basso, Verano alle tastiere e chitarre e Carmine Iuvone al violoncello. La scaletta procede tra hit come “Russel Crowe”, “Daytona”, “CARTINE CORTE”, “90 MIN” “HELLVISBACK” (in cui Salmo chiede esplicitamente di pogare al pubblico, che esaudisce la sua richiesta). 

foto di: instagram lebonski

Il palco è composto da due videowall rettangolari appoggiati on stage dietro la band, un altro sospeso sulle teste dei musicisti, in mezzo, e altri due davanti, che si alzano e si abbassano in base alla canzone. Le grafiche mostrate sui ledwall sono tutte state lavorate in 3D e hanno un effetto impattante verso il pubblico. La prima ora e un quarto di fiamme e dopamina si conclude con “S.A.L.M.O.”, hit storica e inno per i fan di Salmo, che lo accolgono tra le prime file, in cui l’artista sceglie di scendere per cantare questo brano. Lo show riprende con la sezione più acustica, troviamo “La prima volta”, tratto dal suo primo album, si procede con “CRUDELE”, “SANGUE AMARO” e “ALDO RITMO”. L’ultimo brano di questa macro-parte con la presenza della band sul palco si conclude con la hit “IL CIELO NELLA STANZA”, in cui Salmo, visibilmente emozionato, sbaglia l’attacco e chiede di ripartire.

Sul finale strumentale del brano, la band si stringe intorno al batterista, tirando bacchettate ai piatti, e qui Salmo si lascia travolgere dal momento e si lancia sulla batteria, distruggendola. Il pubblico è in delirio, sudato, ma contento. La gente è in piedi anche sugli spalti, fino all’ultima fila di ogni settore. Dopo una pausa di un paio di minuti, sul palco fa ingresso una console, padroneggiata da DJ 2P. Dopo qualche scratchata introduttiva, il dj preme play e quest’ultima parte di dj set si apre con “MOB”, e fanno ingresso a sorpresa Lazza e Nitro, amici storici di Salmo. Il pubblico muove le mani a tempo, il cosiddetto “bounce”. Lo show procede tra remix techno di vari brani di Salmo, che canta tutto comunque senza alcuna traccia vocale sotto né effetti vocali. Il pubblico salta, fuori controllo, su queste basi dance dai bassi potenti. Qui Salmo decide completamente di seguire l’istinto, e si fa spazio verso il pubblico, entrandoci dentro e rappando le strofe in faccia ai suoi fan, al centro del parterre. Il pubblico delira e la musica continua. Sono quasi le 23:30, e dopo quasi due ore e 45 di show, il concerto svolge al termine. Salmo ringrazia vivamente i fan, autografando qualche maglia che gli viene lanciata on stage.

Il pubblico lascia il palazzetto, e guardandomi intorno non vedo una singola persona senza almeno un rivolo di sudore sulla faccia. Salmo ha di nuovo alzato lo standard dei live in Italia, portando sul palco uno show elaborato in ogni dettaglio, che arriva dopo delle evidenti settimane di preparazione immensa tra prove e vari arrangiamenti tecnici. Quello che è traspare da questo show, è la voglia di stare al contatto con la propria gente, e di divertirsi. Non si vede quasi mai un artista che in un palazzetto come il Forum di Assago mette in secondo piano per un attimo la sua sicurezza e si fa spazio tra la sua gente, abbattendo la barriera tra artista e pubblico. I live di Salmo non sono solo un concerto, sono una vera e propria esperienza che ti porta ad assistere ad uno show variegato dal punto di vista di generi musicali, e anche questa volta ce l’ha fatta, superando di nuovo sé stesso. Ora sarà il turno dell’America, dove l’artista ha in programma quattro date tra USA e Canada. 

Salmo ha di nuovo confermato che il giorno in cui lui non ci sarà più, il mondo dei concerti live in Italia non sarà più come prima.

 

A cura di: Jona Arrighi

Pubblicato il: 07.12.2025

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