Olimpiadi 2026 – Sci alpino femminile
Slalom gigante
Ieri non è stata solo una giornata carnevalesca, con la sfilata dei carri per le vie della città di Bellinzona – una Bellinzona assolata a meraviglia, festeggiando la 163esima edizione del Rabadan, con tanto di nuovo re, ma in cartello vi era pure lo slalom gigante femminile.
Prima Manche:
Thea Louise Stjernesund è scattata per prima, segnando il tempo di 1:03.97. Stesso tempo mantenuto poi dalla seconda atleta, la svedese Sara Hector. Col tre, ci si aspettava una Shiffrin forse un po’ più pimpante, malgrado questa stagione abbia faticato più del previsto in questa disciplina, chiudendo terza (alle spalle del duetto). Come quarta è partita la svizzera Camille Rast: dopo una prima metà ottima, il suo tempo è andato peggiorando, tanto da chiudere con ben 40 centesimi di ritardo. Peggio ancora è andata per Paula Moltzan, mentre con il sei la neozelandese Alice Robinson è riuscita a inserirsi davanti a Rast. Poco dopo, la detentrice del primato nella classifica di specialità, Julia Scheib, non è riuscita a replicare quanto di buono fatto in stagione, concludendo anche lei prima della vallesana. Incredibile poi quanto successo qualche attimo seguente, con Lara Colturi che è andata a sedersi sulla poltrona da leader facendo segnare, per la terza volta, il miglior tempo di manche, lo stesso del duetto Stjernesund-Hector. Abbiamo dovuto aspettare fino alla quattordicesima atleta in partenza per veder modificare il tempo da battere: la tigre, Federica Brignone, rientrata da pochissimo dopo il brutto infortunio subito al termine della stagione scorsa e la conseguente riabilitazione-lampo, ha sbaragliato la concorrenza, imponendo la sua legge e pure 74 centesimi sul trio. Dopo di che, un’inaspettata Lena Duerr ha concluso una solida gara al secondo posto. A quel punto, sul podio virtuale erano presenti ben cinque atlete. Ma ciò è durato poco, solo fino all’arrivo di Sofia Goggia, che ha spazzato via le tre atlete in terza posizione a parimerito. Al termine della prima prova, la miglior atleta svizzera era la vallesana Camille Rast, 12esima, poi in 23esima piazza, a parimerito con Zrinka Ljutic, Vanessa Kasper, mentre per chiudere, Sue Piller ha colto il terzultimo posto valido per la qualificazione alla seconda manche. Nulla da fare per Wendy Holdener: la 32enne svittese ha deciso di non presentarsi neppure al cancelletto di partenza di questo gigante.


Foto di: La Gazzetta dello Sport
Seconda Manche:
In apertura della seconda manche vi è stato subito spazio per due delle tre atlete svizzere qualificate, ma che oggi purtroppo hanno portato scarsi risultati: al termine della competizione, Kasper si è classificata 23esima e Piller 24esima subito dopo di lei. La vetta della classifica parziale di questa prova se l’è tenuta per molto tempo Lara Della Mea, che ha superato proprio la connazionale Asja Zenere. Con 46 centesimi di vantaggio, la 27enne nativa di Tarvisio ha mantenuto la propria posizione fino all’arrivo di Stjernesund. Ma prima della norvegese, tra le atlete scese e terminate dietro all’italiana, vi è stata la prestazione di Camille Rast. Partita con cinque centesimi di vantaggio, l’elvetica è arrivata al traguardo col terzo tempo parziale, prima di venire superata da Scheib in primis, poi da Alice Robinson, da Mina Fürst-Holtmann e da Mikaela Shiffrin. A scavalcare Della Mea è stata, come detto, Stjernesund, con un margine minimo di cinque centesimi di vantaggio: ma attenzione al colpo di scena, perché proprio come successo nella prima manche, a sedersi accanto alla norvegese sulla poltroncina da leader; oggi più che altro una “poltrona per due”, per riprendere il titolo del celeberrimo film dell’83- è stata nuovamente Sara Hector, che ancora una volta ha chiuso con lo stesso tempo della rivale. Lara Colturi non è riuscita a confermarsi, complice anche un brutto errore poche porte prima del traguardo che ha rallentato di molto l’atleta: per lei 16esimo posto finale. Terzultima è scattata Sofia Goggia: la bergamasca ha perso però posizioni, malgrado un ritardo non ampissimo (25 centesimi) è finita parzialmente ottava. Non molto meglio è andata per Lena Duerr, che ha portato via il posto a Goggia, avendo accumulato 19 centesimi di ritardo sul duetto nordico, nonostante non aver commesso errori di rilievo. Tutti stavano però aspettando lei: Federica Brignone. E l’attesa è valsa tutto il prezzo del biglietto. C’è poco da dire sulla sua prestazione, se non che sia stata eccezionale. Giunta al traguardo con ben 62 dei 74 centesimi di margine che aveva raccolto nella prima prova, ha condotto i suoi sci in maniera sublime, senza sollevare un fiocco di neve in entrata curva e pennellandone l’uscita con una sciata che si potrebbe definire “felpata”, esattamente come il passo della tigre, la tigre valdostana.
A cura di: Francesco Vanini
Pubblicato il: 16.02.2026
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