Olimpiadi 2026 – Sci alpino maschile
Slalom gigante
Sabato 14 febbraio non si è festeggiato solo il giorno di San Valentino, bensì il ricco programma olimpico includeva pure l’assegnazione delle medaglie per lo slalom gigante maschile. La giornata a Bormio si è aperta la mattina con un cielo coperto che rendeva la visibilità piuttosto piatta, visibilità che è rimasta costante durante tutto l’arco della gara. La tracciatura della pista, a cura dell’allenatore degli sloveni nella prima manche, è piuttosto regolare, con porte che girano molto. La seconda manche, più dinamica e veloce, quindi meno “monotona”, è invece stata tracciata da Helmut Krug, allenatore degli svizzeri.
Prima Manche:
Al cancelletto di partenza si è presentato per primo il brasiliano Lucas Pinheiro Braathen che ha fatto segnare il tempo di 1.13:92. In seguito, il duetto norvegese McGrath-Kristoffersen ha visto salire il loro ritardo rispetto a Braathen a due secondi. Ancora peggio è andata per Marco Schwarz: l’austriaco ha concluso con ben 2.74 dietro al brasiliano. Con il pettorale 5, è partito colui che finora non è riuscito ad acchiapparsi un tanto voluto (e sarebbe anche meritato) oro, colui che difende la testa della classifica di specialità per questa disciplina: Marco Odermatt. Purtroppo, il primo dei quattro svizzeri in partenza, ha visto il suo ritardo salire dai 33 centesimi del primo intertempo fino ai 95 dell’arrivo. Impensabile distacco il suo, ma guardando anche i gigantisti seguenti si è capito che dopotutto il tempo non era dei peggiori. La sua seconda posizione è infatti stata consolidata in quanto egli è stato l’unico a rimanere sotto il secondo di ritardo. In terza posizione si è piazzato Loïc Meillard: il vallesano al secondo intertempo aveva già accumulato un secondo di ritardo, che alla fine è diventato uno e mezzo. Da questi primi rilevamenti cronometrici era subito chiaro come la differenza il brasiliano l’avesse fatta soprattutto nella primissima parte di pista, in corrispondenza delle prime porte. Per Meillard dunque terzo posto. Al quarto si è piazzato Thomas Tumler con 1.89 mentre il quinto è stato occupato dal francese Leo Anguenot con 1.91. Il quarto svizzero, Luca Aerni, ha chiuso 21esimo, qualche posizione dopo Schwarz, con tre secondi di distacco.


Foto di: Eurosport
Seconda Manche:
A farla da padrone in questa manche è stato il nevischio, che non ha comunque compromesso più di tanto la prova. A parti invertite, a partire sono stati quattro svizzeri ed un ticinese (per metà): il lituano Drukarov, 25esimo al termine della prima manche e che ha concluso la seconda in 23esima posizione. Ottimo risultato, trattandosi per lo più di un’Olimpiade. Successivamente, Aerni è riuscito a recuperare 3 posizioni, finendo 18esimo. Meglio di lui hanno fatto tra gli altri anche Schmid, Verdu, Zubcic, Kranjec e soprattutto Marco Schwarz, il quale guadagnando ben nove posti in classifica si è piazzato nono. McGrath, Anguenot, Kristoffersen, e Brennsteiner hanno confermato la loro prestazione (rispettivamente 5°, 6°, 7° e 8° prima di Schwarz) mentre non c’è stato nulla da fare per Fabian Gratz (10° al termine della prima prova) e Vinatzer, entrambi fuori: decisamente non una buona giornata per gli azzurri, vista anche l’uscita di De Aliprandini nella manche precedente. Storica tripletta invece per la Svizzera: gli atleti elvetici hanno colonizzato le posizioni dalla due alla quattro, inserendo Tumler (medaglia di legno), Meillard (bronzo) e Odermatt (argento, sfortunatamente nessun oro in questa edizione per il fenomeno nidvaldese, ma nel complesso non delle prestazioni da buttare, anzi...). L’oro se lo è meritatamente guadagnato, con ampio vantaggio sulla concorrenza (58 centesimi su Odi e 1 secondo e 17 su Loïc) il brasiliano Pinheiro Braathen, che conquista il primo oro nella storia delle Olimpiadi invernali per il Brasile.
Una giornata memorabile per il popolo carioca, una giornata che andrà avanti per tutta la serata, verosimilmente a ritmo di samba.
A cura di: Francesco Vanini
Pubblicato il: 14.02.2026



