Uscite della settimana 

USCITE ITALIANE

 

Kid Yugi – Anche Gli Eroi Muoiono ALBUM

 

Dopo i singoli “Berserker” e “Push It” con Anna, Kid Yugi pubblica il suo secondo album in studio. Già dalla intro le cose sono chiare: Kid Yugi è tornato, anzi, non se n’è mai andato. Kid Yugi riesce a restare lo stesso, con lo stesso stile, ma evolvendosi sempre. Rispetto all’album precedente, personalmente il grande salto qua è stato fatto nelle produzioni, che qui sono molto più “imponenti” e marcate, come una vera e propria parte fondamentale delle tracce.

foto di: Genius

Dopo le prime due tracce (la seconda con la partecipazione di Shiva) più rap hardcore, con la terza traccia ci si ammorbidisce in una strumentale alla Blinding Lights, con un ritornello più morbido e orecchiabile, che però su di me ha fatto un effetto strano, come un elemento che non c’entrasse niente con il resto dell’album. Per fortuna ci si riprende in “Jolly”, un brano dalla strumentale happy, arricchito da dei fiati in sottofondo. La rappata di Kid Yugi e di conseguenza i suoi flow non cambiano, che come già sottolineato all’uscita di “Berserker” può essere un pro e un contro, perché può risultare ripetitivo dopo qualche traccia. Fortunatamente, al sottoscritto questo stile piace. In “Mostro” si ritorna più conscious, e quale artista featuring migliore se non Tony Boy, che in questo mood ci sguazza (difatti il suo ritornello è vincente). Il brano è costruito soltanto da una strumentale composta da una specie di synth elettronico che si ripete in loop, avvolgendo l’ascoltatore nell’atmosfera. “Amelie” è la “Eva” di questo disco, anche se le strofe e la produzione qua sono molto meglio, ma il ritornello stona completamente, con questo correttore vocale che spezza completamente il mood del pezzo. Con “Gilgamesh” si ritorna più crudi, nulla da segnalare. “Chuck Norris” è il pezzo giocherellone del disco, contente la partecipazione di Papa V, Nerissima Serpe e RRARI DAL TACCO: un plauso alla parte finale rappata in dialetto meridionale. “Tristano e Isotta” è l’ennesimo brano love dell’album, ma qua a fare la differenza è senza dubbio la strumentale, suonata con strumenti acustici (batteria, piano, basso), che mi fa sperare in un prossimo tour con una band sul palco. Il tutto culmina in un assolo finale di chitarra incredibile. Nonostante sia molto “strano” come brano nel contesto del disco, l’ho apprezzato tantissimo per la produzione. “Mu’ Ammar Gheddaffi” mi ha confermato che questo album è un alternarsi di brani più love e conscious ad altri più rap hardcore e crudi, che va bene, ma la sensazione è quella di venire sbattuto da un mood all’altro di continuo nel giro di pochi secondi.  In “Bullet Ballet” troviamo Artie Five, autore di un ritornello botta e risposta con lo stesso Yugi che si presenta come un banger che ti rimane subito in testa. In “Per il Sangue Versato” troviamo Night Skinny alle produzioni, che ormai sembra non riuscire più fisicamente a fare un beat senza un qualche sample di una qualche hit degli anni 90 o 2000. Nonostante ciò, il testo è forse il migliore dell’album, che al primo ascolto sembra uno storytelling sul disagio giovanile in Italia, soprattutto al Sud, dove i ragazzi si ritrovano spesso davanti a situazioni più grandi di loro senza aiuti per come gestirle. “Per te che Lotto” potrebbe diventare il singolo radiofonico dell’album, ma va bene così: la qualità, sia del suono che del testo è molto alta. Arriviamo cosò alla fine, con “Davide e Golia”: molto simile a “Lucifero” come struttura, il brano che fungeva da outro del disco precedente. Un flusso di coscienza infermabile, domande, pensieri su pensieri, su se stesso, sul mondo, sulla discografia, sull’amore. Il tutto concluso con una strumentale orchestrale potente che fa come da risposta a tutti i dubbi esposti da Yugi nelle barre precedenti. “Perché i potenti vincono mentre gli eroi muoiono?”

 

Fudasca – INFAMI featuring Side Baby, Ketama126 e Close Listen SINGOLO

 

Questo pianoforte swing onnipresente, questo mood come se fossi appeso a un limbo, completamente immobile senza poterti muovere. Poi il beat switcha, diventando più dark. Un brano che non riesco a definire bene, ma di cui consiglio l’ascolto.

USCITE INTERNAZIONALI

 

Labrinth – COSMIC OPERA ACT I ALBUM

 

L’artista britannico, divenuto famoso principalmente per aver curato la soundtrack della serie tv “EUPHORIA”, pubblica questa prima parte di un progetto molto più complesso, che ha come concetto quello di una vera “opera cosmica”: una narrazione musicale che fonde R&B moderno, elettronica ed elementi operistici/orchestrali. Questa fusione è sicuramente il punto di forza del progetto, la fusione tra elementi digitali come kick elettronici e archi. Un progetto ambizioso, dai suoni immersivi ed imponenti. Questo concetto di Opera sussegue per tutto l’ascolto, catapultandoti lì, in mezzo ad archi, fiati, rullanti, piatti e sintetizzatori digitali. Non mancano elementi gospel, che non fanno altro che allargare questo concetto dell’ambizione sonora e della ricerca di nuovi stili. Ne consiglio l’ascolto filato, perché è una vera e propria esperienza sonora.

foto di: Genius

A cura di: Jona Arrighi 

pubblicato il: 30.01.26

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