Recensione di: Zootropolis 2 (2025)
Regia: Jared Bush e Byron Howard
Cast: Ginnifer Goodwin, Jason Bateman, Ke Huy Quan, Shakira, Idris Elba

foto di: Cinema4Stelle
Trama:
La coppia di detective animali Judy Hopps (Ginnifer Goodwin) e Nick Wilde (Jason Bateman) si ritrovano sulle tracce di un rettile misterioso giunto a Zootropolis.
Introduzione:
Era da tempo che in casa Disney si parlava di un sequel di Zootropolis: ciò che prima doveva essere una serie tv esclusiva per Disney Plus si è mutato in fretta in un vero e proprio progetto cinematografico subendo diverse riscritture prima di arrivare al prodotto che potete trovare nei cinema.
Era un sequel che attendevo? Non veramente, il primo film mi era piaciuto parecchio e ritenevo che il finale dato fosse perfetto e bilanciato. Nick aveva ricevuto la sua redenzione passando dalla parte dei buoni e Judy finalmente si sentiva compresa e non più sola. Aveva avuto la sua struttura lineare, con delle ottime crescite e una trama spiritosa, ma mai banale, bilanciata nella sua giocosità e nel suo prendersi seriamente. Non nego che all’annuncio che il film avrebbe avuto un seguito mi sono emozionato ed ero curioso di rituffarmi a Zootropolis nonostante i nove anni trascorsi dall’ultima avventura.

foto di: Stranger Than Cinema
Recensione:
Non nego che il film mi si piaciuto facendomi divertire e rifacendomi sentire bambino nuovamente. Sono entrato in sala con il cuore ricco di gioia e pronto a farmi trascinare da questo nuovo film targato Disney. Le speranze erano alte e con esse pure le aspettative che, almeno per tutta la prima parte del film, sono state mantenute.
La pellicola ha una trama abbastanza semplice, quasi banale, ma riesce a trasportarla in una maniera che tutto sommato definirei buona. La narrazione per tutta la prima parte risulta lineare e non troppo veloce. Si prende il suo ritmo evolvendo diverse sottotrame che ad un pubblico più maturo saltano subito addosso. La storia evolve e nel farlo lascia il tempo allo spettatore di captare i vari elementi messi sul fuoco, non vuole correre e sembra voler accompagnare lo spettatore in questo nuovo capitolo. Peccato che la medesima storia non si trovi anche nella seconda parte del film che risulta incredibilmente sbilanciata rispetto al primo tempo. Si mettono sul piano di lavoro troppo elementi che non si amalgamano alla perfezione, ma sembrano spesso fare a pugni, in perenne lotta. Molti elementi non vengono mai accennati minimamente pe tutta la durata del film ma alla fine esplodono come una bomba ad orologeria creando confusione nello spettatore più attento. Le azioni si susseguono in maniera troppo veloce in maniera opposta a come la narrazione era avvenuta nel primo atto. Si cerca di giocare troppo sui colpi di scena che dopo la seconda volta risultano banali, prevedibili e non scaturiscono più l’effetto sorpresa alla quale puntano.
Il tratto peculiare di questo capitolo, secondo me, consiste nelle diverse sottotrame che vengono introdotte nel corso della narrazione: il film non nasconde un sottotesto politico che spesso prende il vero focus della scena. Nei dialoghi e nella trama si nasconde una forte critica al capitalismo e ai capitalisti mettendo in luce in particolar modo come abbiano riscritto la storia e abbiano decretato chi fosse buono e cattivo diventando così giudice, giuria e carnefice. Inoltre la trama spinge verso un messaggio di accettazione anche a chi ci sembra estraneo. Questi messaggi sono nascosti a un pubblico più “infantile”, ma visti con gli occhi di un adulto danno un messaggio e un sapore diverso alla pellicola.
Sottotrame trattate con immensa maturità che rendono godibile il film anche ad un pubblico adulto.
I protagonisti sono trattati con estrema maturità. In questo capitolo si vedono i problemi che una coppia di amici e colleghi può dover affrontare nel corso della propria vita mettendo in luce, tuttavia, come a tutti i problemi ci sia sempre una soluzione che spesso consiste nell’aprirsi con il proprio partner. Per tutta la pellicola si spinge affinché i due protagonisti si aprano e possano superare i loro demoni.
Trama arricchita da dialoghi profondi che si alternano all’umorismo classico delle pellicole d’animazione. I personaggi esternano tanto attraverso le scene dialogate che raramente risultano inutili. Se dobbiamo muovere una critica ai dialoghi sarebbe quella del ridurre gli spiegoni che risultano spesso inutili e riluttanti. Si ripete troppo spesso la missione dei protagonisti o cosa bisogna fare per arrivare al fine.
Nick per tutta la pellicola cerca di esternare la sua solitudine e mostrare l’affetto che prova per Judy, cresce in maniera esponenziale in questo atto arrivando a capire quali sono i veri valori della vita. Togliendosi quella maschera spavalda che ci aveva accompagnato durante il primo film, arrivando a mostrarsi debole e fragile quando la vita della sua collega viene messa a rischio.
Durante la parte problematica (la seconda) una dei lati positivi è sicuramente quell’esser pronto al sacrificio che Nick mette in atto.
La crescita di Judy risulta meno evidente rispetto a quella del suo compagno: in tutto il film ripete le azioni che fa nel primo. La sua crescita la si nota maggiormente nell’esser disposta a ascoltare il suo collega e ad aprirsi con lui.
Per tanti degli altri personaggi la loro crescita o decrescita risulta troppo confusionaria, inoltre l’antagonista ha delle motivazioni banali che non giustificano il peso dei mezzi usati per raggiungere il suo scopo. È sbilanciata la sua narrazione rispetto a quella dei protagonisti.
Le animazioni sono super colorate e la CGI non risulta macchinosa o problematica, ma armoniosa e giocosa come gli abitanti di questa città.
Possono risultare apprezzabili le diverse citazioni a film cult come, ad esempio, al capolavoro di Stanley Kubrick Shining (1980), ma che possono risultare stoppose e difficili da captare per un bambino.
Buon lavoro alla colonna sonora firmata da Micheal Giacchino che, attraverso melodie allegre e dal ritmo sostenuto, ricrea l’ambientazione allegra di Zootropolis e, nei momenti giusti, la cupezza della famiglia Lynxley.
Conclusione:
Il film lo si può dividere in due parti: la prima che risulta godibile, dal ritmo di narrazione perfetto che lascia tempo allo spettatore di capire le sottotrame e la trama principale. La seconda dal ritmo frenetico che mette sul fuoco troppi elementi mai introdotti e allunga troppo il brodo sulle battute finali.
Nonostante ciò, il film risulta completo e godibile, non stanca mai lo spettatore e riesce ad intrattenere sia il pubblico di riferimento che il pubblico accompagnatore.
È bello quanto il primo? No. Risulta godibile e una degna successione? Assolutamente sì, i difetti ci sono ma spesso vengono compensati dai punti forti di questo film d’animazione.
Il mio voto: 7.75
A cura di: Alessandro Molteni
Pubblicato il: 08.12.25
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