Caso Rocchi: cosa succede al calcio italiano?
Risale a sabato 25 aprile 2026 la notizia che ha scosso il mondo calcistico italiano in questo fine settimana: Gianluca Rocchi (designatore degli arbitri per Serie A e Serie B) ha ricevuto nella serata di venerdì un avviso di garanzia per concorso in frode sportiva dalla Procura di Milano.
Rocchi viene infatti accusato, tra le altre cose, di aver messo in piedi un sistema di favoritismi all’interno del sistema arbitrale. Si parla di alcuni arbitri che, nonostante comportamenti impropri e poco consoni, sarebbero stati mantenuti all’interno dell’organico a scapito di altri solo perché ritenuti più graditi dal designatore. La vicenda scaturisce da un esposto di Domenico Rocca (arbitro fino alla Serie C e assistente arbitrale in A e B), che parla di queste preferenze: votazioni, criteri di assegnazione, permanenza nella categoria e graduatorie di merito basati su situazioni personali che riguarderebbero Rocchi in prima persona. Sempre Rocca, nel suo esposto, parla di un episodio preciso in cui il designatore avrebbe interferito con il lavoro del VAR: in Udinese-Parma del marzo 2025, a Lissone, si stava controllando un possibile calcio di rigore per i bianconeri, inizialmente non assegnato in campo; la scelta venne confermata da Paterna (VAR di quella partita). Subito dopo, però, lo stesso Paterna si girò di scatto verso la porta di vetro della sala VAR e, come si vede dal labiale visibile nel video ormai diffuso ovunque su internet, disse «è rigore» e procedette a richiamare l’arbitro all’OFR (on-field review). Rocca dichiara che a bussare alla porta di vetro di Lissone sarebbe stato proprio Gianluca Rocchi, che, forse per paura di un errore contestabile o forse per altri motivi, si sarebbe alzato dalla sua postazione per intervenire. In contrapposizione diretta a questa situazione, Rocca parla della partita tra Inter e Roma dell’aprile 2025, nella quale non viene assegnato un rigore ai nerazzurri per un fallo di mano di N’dicka, e si chiede come mai il responsabile di giornata, Gervasoni, non sia andato a “bussare” in sala VAR per evitare l’errore, come Rocchi sembra aver fatto meno di due mesi prima. Tra le altre partite oggetto di dubbi in questa vicenda troviamo il match tra Inter e Verona del gennaio 2024, in cui Bastoni commette un fallo intenzionale ai danni di Duda lontano dal pallone e, con l’azione immediatamente successiva, l’Inter trova la rete decisiva del match. Si evidenziano discussioni in sala VAR e controlli che non sembrano vertere sulla gomitata del difensore nerazzurro, ma su un possibile fuorigioco inesistente per valutare la validità della rete. L’arbitro, infatti, non fu richiamato all’OFR e il gol rimase valido, scatenando già allora non poche polemiche.
Questo episodio ci porta alla situazione più scottante di questa vicenda per i tifosi: il caso Inter. L’accusa in questione parla di alcuni incontri che Rocchi avrebbe avuto a San Siro per decidere la designazione di determinati arbitri piuttosto che di altri perché “graditi” o “non graditi” dalla dirigenza nerazzurra. Le designazioni in questione sono: quella di Colombo in Bologna-Inter della stagione scorsa (partita importante per la corsa scudetto), perché arbitro “gradito” e considerato competente e all’altezza di una buona prestazione arbitrale, e per evitare errori; l’altra designazione incriminata sarebbe quella di Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia 2024/25 tra Milan e Inter. In questo caso, l’arbitro sarebbe stato richiesto perché “non gradito” dalla dirigenza, in modo tale da non poterlo trovare ad arbitrare l’ipotetica finale e le successive partite di campionato decisive per la corsa dell’Inter. In entrambi i casi il fato non ha sorriso ai nerazzurri, che hanno perso entrambi i match; ciò ha sollevato nelle ultime ore le domande dei tifosi, che non si spiegano perché la designazione dell’arbitro sia stata concordata se poi le partite si sono risolte con una sconfitta. La cosa importante da avere chiara è che gli arbitri non sarebbero stati scelti per favorire una squadra in particolare, ma semplicemente come garanzia di una prestazione arbitrale all’altezza e nel tentativo di evitare spiacevoli errori, pratica che comunque non sarebbe consentita, in quanto viola il Codice di Giustizia Sportiva della FIGC. Nonostante non ci sia stato alcun vantaggio a livello sportivo, anche la sola intenzione di portare un vantaggio mediante accordi o pressioni sul designatore può essere punita secondo il Codice di Giustizia Sportiva con ammonizioni, ammende, diffide e/o penalizzazioni di punti in classifica, da scontare nella stagione attuale o in quella successiva. Queste conseguenze (se sarà provato il coinvolgimento della dirigenza dell’Inter) potrebbero essere tanto più gravi quanto più grave è stata l’imposizione della società sulla situazione: dipende da quali esponenti societari hanno partecipato e se si sia trattato solo di incontri, di pressioni o di accordi veri e propri. La possibilità di una retrocessione in seconda serie come quella della Juventus durante lo scandalo Calciopoli è quasi completamente da escludere nel calcio moderno e, soprattutto, in questa situazione, visto che, a oggi, sembra meno grave rispetto a quella di vent’anni fa.
Al momento il designatore si è autosospeso dal suo ruolo e, in attesa di giovedì 30 aprile, giorno in cui Rocchi verrà interrogato, le dichiarazioni rilasciate sono state poche e chiare: ha parlato il legale del designatore, secondo cui «sono dichiarazioni infondate e poco chiare» e Rocchi «sarà in grado di giustificarsi ampiamente»; poi Marotta: «Sono tranquillo, l’Inter è estranea e lo sarà anche in futuro»; Simonelli (presidente della Lega Serie A): «Non bisogna mettere in dubbio la regolarità del campionato» e ancora: «Nessuno di noi conosce alcun dettaglio della vicenda ed essere garantisti è un nostro preciso dovere sino all’ultimo grado di giudizio»; infine Giuseppe Chinè (procuratore della Federcalcio): «Abbiamo agito nel pieno rispetto delle norme del Codice di Giustizia Sportiva».
Queste dichiarazioni lasciano pensare che le accuse potranno essere, per la maggior parte, smentite e giustificate. Le uniche accuse che potrebbero trovare conferma sono quelle mosse al designatore dall’assistente Domenico Rocca: come ha confermato Chinè, dopo l’esposto presentato a maggio 2025 sono state aperte le indagini secondo le norme del Codice di Giustizia Sportiva.
In data odierna il Comitato nazionale AIA per decidere chi designerà gli arbitri fino a fine stagione, in poche parole chi sostituirà Rocchi e il suo assistente Gervasoni dopo essersi autosospesi per le ultime partite della stagione. Per ora i nomi sono diversi e nulla è sicuro. Seguiremo la vicenda e le sue prossime evoluzioni nei prossimi giorni.
A cura di: Pietro Straccia
Pubblicato il: 27.04.26



