Canada-Sud Africa

IL CANADA VOLA AGLI OTTAVI ALLO SCADERE, SUDAFRICA ELIMINATO NEL FINALE PIÙ CRUDELE

Bastano due minuti di recupero, a volte, per cambiare la storia di una nazionale intera. È quello che è successo ieri al Canada, che ha staccato per primo il pass per gli ottavi di finale di questo Mondiale grazie a un gol arrivato al 90+2', nel finale più drammatico che si potesse immaginare contro il Sudafrica, in una partita che fino a quel momento sembrava destinata a raccontare una storia completamente diversa.

 

Per lunghi tratti la partita aveva offerto poco in termini di emozioni vere. Le due squadre si sono studiate, controllate, senza concedere troppi spazi e senza spingere fino in fondo sull'accelerazione, in quello che sembrava avviarsi verso un punto che, va detto, al Sudafrica sarebbe bastato per restare in corsa per la qualificazione. Gli ottanta e passa minuti precedenti raccontavano di un equilibrio quasi più tattico che di gioco, con entrambe le selezioni più preoccupate di non scoprirsi che di cercare la zampata vincente, in un susseguirsi di pressing, ripartenze interrotte e occasioni che si contavano sulle dita di una mano. Il pubblico presente, e quello davanti alla televisione, avrà probabilmente iniziato a rassegnarsi all'idea di un pareggio senza troppe emozioni, complice anche un caldo che, va detto, non ha certo aiutato il ritmo di gioco delle due squadre nella seconda frazione.

 

Poi, quando l'arbitro aveva già fatto capire che la partita stava per finire, con i cronometri di tutto il mondo che segnalavano ormai il recupero in corso, è arrivata l'azione che ha riscritto tutto. Il gol del Canada al 90+2' è esploso come una sentenza improvvisa, di quelle che lasciano senza fiato prima ancora di aver realizzato cosa sia successo davvero. Un'esultanza liberatoria sulla panchina canadese, giocatori che si sono accasciati a terra dall'emozione, staff tecnico che si è riversato sul campo senza più alcun controllo, e dall'altra parte il gelo totale di una nazionale sudafricana che, fino a un istante prima, immaginava già il proprio destino diverso, magari pronta a festeggiare un punto guadagnato con sofferenza.

 

 

Quella rete vale doppio: non solo i tre punti, fondamentali in chiave di classifica, ma soprattutto la certezza matematica di essere la prima squadra di questo Mondiale a guadagnarsi gli ottavi di finale, un primato che resterà scritto a prescindere da come si concluderà il proprio cammino nelle fasi successive del torneo. Per il Canada è la conferma di una crescita che si trascina da qualche anno, fatta di organizzazione, fisicità e quella capacità di non disunirsi nemmeno quando la partita sembra scorrere verso un binario meno favorevole. Una nazionale che, partita dopo partita, sta dimostrando di non essere più una semplice comparsa in questo tipo di competizioni, ma una squadra capace di giocarsela fino all'ultimo secondo contro chiunque, qualità che si è vista in maniera lampante proprio nel finale di ieri.

 

Sul fronte opposto, restano le macerie di un'eliminazione arrivata nel modo più beffardo possibile, con la sensazione di aver gettato all'aria, in pochi secondi, settimane di lavoro e di sacrificio. Per il Sudafrica il Mondiale si chiude qui, con il rimpianto di chi sa di essere stato a un soffio dal continuare il proprio cammino e si ritrova invece a fare i bagagli con un solo gol di troppo subito, proprio nel momento in cui sembrava di aver portato a casa il risultato. Un epilogo che farà discutere a lungo nello spogliatoio sudafricano, e che lascia l'amaro in bocca a chi, fino al 90+1', poteva ancora coltivare il sogno di proseguire l'avventura mondiale.

A cura di: Aaron Bachmann

Pubblicato il: 29.06.2026

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