Recensione: Supergirl (2026)
Regia: Craig Gillespie
Cast: Milly Alcock, Matthias Schoenaerts, Eve Ridley, Jason Momoa, David Corenswet, David Krumholtzvv
Trama:
Quando un avversario inaspettato e spietato colpisce troppo vicino a casa, Kara Zor-El, alias Supergirl, è costretta a stringere un’improbabile alleanza intraprendendo un’epica avventura interstellare all’insegna della vendetta e della giustizia.
Introduzione:
È passato poco meno di un anno da quando Superman di James Gunn mi portò in sala per ammirare l’inizio su grande schermo del DCU, ed è da esattamente un anno che aspettavo in sala il suo successore: Supergirl. Un anno nella quale questo progetto ha subito diversi cambiamenti, a partire dal titolo e per giungere a un cambiamento nella sceneggiatura che ha portato anche a riprese aggiuntive.
Con l’avvicinarsi della première del nuovo capitolo dell’universo espanso di casa DC, le prime proiezioni di prova avevano dato reazioni contrastanti che non lodavano il film e non lo massacravano, lo chiamavano “film mediocre”, il che mi ha spaventato, mi ha fatto preoccupare. Non solo perché amo fortemente la casa fumettistica di Batman e company, ma soprattutto perché questo film è il primo nella quale Gunn non ha messo mani (infatti ricordiamo che sia Superman che Creature Commandos hanno un forte lavoro del regista di Guardiani della Galassia).
Il mio terrore per il secondo capitolo su maxi schermo dell’universo di Gunn è aumentato con le prime reazioni della critica che lo davano come un filmetto da due soldi, un film di poco conto, un capitolo che faceva quasi rimpiangere la vecchia gestione dei DC Studios (ovvero quella di Snyder e Ayer), ci sono state testate giornalistiche che lo hanno addirittura paragonato agli ultimi lavori dell’ormai defunto DCEU (acronimo per descrivere il DC Extended Universe immaginato da Zack Snyder e David Ayer ). Tuttavia, ho deciso di lasciar perdere le critiche catastrofiste e mi sono diretto in sala, curioso e pronto a divertirmi.
Recensione:
Il film è veramente così disastroso come alcuni critici dicono? Secondo me no. Per l’amor di Dio, la trama è parecchio banale, lineare, quasi prevedibile, ma come del resto le trame di buona parte dei cinecomic usciti negli ultimi cinque anni, come del resto lo era (seppur in chiave ridotta e in maniera diversa) l’acclamato (e aggiungerei in maniera meritatissima) Superman di Gunn. Si segue in maniera abbastanza lineare l’odissea di Kara per salvare la sua casa e, in secondo luogo, per capire dove sia questa casa. Il tutto è giustamente condito da una buona dose di action e da una spalla con una missione diversa: la vendetta.

Foto di: Pathé

Sulla sua prevedibilità ho poco da dire, lo spettatore non viene quasi mai messo nelle condizioni di provare una vera tensione per le protagoniste; quindi, spesso il lavoro di Gillespie rischia di risultare monotono o semplice, ma secondo me la trama lavora bene su questo spunto cercando di spostare la tensione dalle protagoniste all’ambiente circostante, rendendo quasi vivi i pianeti e facendo provare allo spettatore uno stato di perenne suspence per i loro abitanti.
Foto di: Fadango
I due temi si mischiano e si scontrano spesso nella pellicola, ma non sempre lo fanno nella maniera corretta e in diversi casi il legame tra le due componenti principali risulta scricchiolante. Non si sposano bene le due missioni, facendo risultare troppo più interessante la missione di Kara Zor-El (Milly Alcock) a discapito della vendetta personale che cerca la giovane Ruthye (Eve Ridley) e ciò spesso crea degli scompensi che non vanno mai a bilanciarsi.
Tuttavia, molte scelte dei vari personaggi risultano troppo banali e spesso fanno sembrare la sceneggiatura debole. Tante azioni accadono perché altrimenti non si andrebbe avanti, ma non risultano troppo forzate, risultano ben calibrate ai fini della storia e secondo me risultano anche ben incastrati e non rendono la visione disturbante.
Il tono comico che si è scelto per la pellicola secondo me funziona egregiamente; non è l’aspetto più memorabile, ma funziona bene. La pellicola intrattiene e diverte attraverso questa componente e non risulta mai noiosa.
Come successo nel precedente capitolo dell’DC Universe (acronimo: DCU) la pellicola pone le basi per il futuro e completa parte delle informazioni che ci erano state date in precedenza e lo fa nella maniera più classica (e secondo me funzionale) possibile: attraverso sequenze flashback che sono il lato più memorabile dell’opera. Trattengono il messaggio lanciato con Superman e lo applicano in maniera differente su Kara, assistiamo alla caduta di Krypton e a come questo evento abbia formato Supergirl. Scopriamo anche come Kara e Krypto (il super cane della protagonista) si siano conosciuti e l’importanza del loro legame, vediamo tutto l’amore che la protagonista interpretata da Milly Alcock riversi verso l’animale e quanto sia disposta a sacrificare per il suo cucciolo.
Ottimo il lavoro fatto sulle due protagoniste e sul loro rapporto che va a rifrancarsi nel corso della pellicola e lo fa attraverso la necessità di fare lavoro di squadra per raggiungere i propri scopi e la crescita delle due protagoniste dipende dall’altra. Il che crea un legame che va a rafforzarsi nel corso della narrazione e risulta sempre completo e mai banale o scontato. Ottimi i momenti nella quale Kara fa quasi da mentore al personaggio di Eve Ridley, momenti nella quale le viene fornito un codice deontologico oltre a quello etico.
Tuttavia, non tutti i personaggi presenti in scena hanno la stessa fortuna. A risentire maggiormente di una mancanza di caratterizzazione e quasi di importanza è l’antagonista: Krem delle Colline Gialle. Il personaggio interpretato da Matthias Schoenaerts risulta privo di motivazioni, è cattivo perché lo deve essere, nessuna back stories, nessun approfondimento. Risulta anche poco minaccioso, non mette mai veramente in difficoltà le protagoniste (se non i rari casi, nella quale riesce anche a risultare quasi interessante).

Foto di: The Playlist
Buono il lavoro fatto su Lobo (Jason Momoa) che nel minutaggio scarso dedicatogli risulta un personaggio incredibilmente fedele alla sua controparte fumettistica. Risulta irriverente, arrogante, meschino proprio come il Lobo cartaceo. Per chi conosce anche solo sporadicamente i fumetti troverà in Momoa un Lobo perfetto e non avrà problemi a capire il personaggio e non lo troverà superficiale.
Il tutto accompagnato da una performance attoriale sublime da parte di Momoa, che finalmente risulta scritturato nel personaggio per la quale sembra nato. Nonostante il suo personaggio che interviene quasi da Deus ex machina, non vedo l’ora di rivederlo all’opera e magari di vederlo in un prodotto a lui dedicato.
Ottimo il dualismo e le differenze che si creano tra Kara e Kal-El, che rappresentano due ideali simili, ma hanno due metodi completamente diversi. Supergirl non si rivela mai la copia di Superman, e Kal non risulta mai troppo irrompente nella storia, ma bensì si rivela un’ottima aggiunta e funzionale alla missione della giovane Kara.
Buono il lavoro fatto sulla CGI, che risulta ottima per ciò che riguarda gli spazi e gli alieni, ma che risulta carente su Krypto.
Non ottime le sequenze di combattimento che risultano mal dirette e poco emozionanti. Specialmente nel combattimento finale la sequenza risulta confusionaria e troppo frenetica e non dà modo allo spettatore di godersi la caduta di Krem e la vittoria delle protagoniste.
Conclusione:
Sicuramente non è un prodotto ottimo, non è un prodotto indimenticabile, ma è un film nella media e un cinecomic di buona qualità. Risulta fedele al personaggio fumettistico e regala emozioni nonostante le sue evidenti debolezze.
Come secondo capitolo rimane fedele al funzionamento dell’universo condiviso iniziato con Creature Commandos, riesce a mantenere i toni comici che avevamo apprezzato già con i precedenti due capitoli e mantiene anche il melodramma necessario alla narrazione.
Il DCU tornerà nei cinema il 23 ottobre con Clayface e prima sul piccolo schermo il 17 agosto con Lanterns, primo prodotto sul corpo delle lanterne verdi, entrambi prodotti che attendo con trepidante ansia e che non vedo l’ora di recensirvi.
Il mio voto: 7.
A cura di: Alessandro Molteni
Pubblicato il: 29.06.26



