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PAGELLONE FIFA WORLD CUP 2026 DELLA NAZIONALE SVIZZERA

È doveroso sottolineare che tutti questi giocatori hanno disputato una grandissima competizione e dobbiamo essere fieri di tutti i 26 convocati che hanno disputato il miglior Mondiale della nostra storia, seppur avremmo potuto andare ancora oltre…

 

Portieri e difensori:

 

Gregor Kobel (5,5): il portiere del Borussia Dortmund è riuscito finalmente a togliersi i fantasmi di Yann Sommer. Ha disputato un grande Mondiale con interventi molto importanti e decisivi. Ora però deve riuscire a continuare così e anzi migliorare ulteriormente perché, occorre osservare, in alcuni interventi sembra giochi più a pallavolo che a calcio. È sicuramente tra i volti protagonisti del nostro Mondiale grazie, tra le tante, al rigore parato su Hernandez.

Marvin Keller e Yvon Mvongo (NA): mai scesi in campo. Peccato perché Mvogo è comunque un discreto portiere che milita in Ligue 1 con il Lorient e anche Keller che difende i pali dello Young Boys merita, purtroppo per loro nelle gerarchie davanti c’è Kobel che ha dato una grandissima dimostrazione di sé nell’era post Sommer.

 

Manuel Akanji (5,5): l’interista è tra i veterani e gli inamovibili di questa nazionale. È il grande difensore che sai di avere e di cui ti fidi. Ha disputato un Mondiale all’altezza del suo nome: ha diretto la linea difensiva ed è risultato di grande importanza nella fase d’impostazione. Deve continuare con la stessa costanza, occhio sempre a qualche distrazione…

Aurèle Amenda (NA): il 22enne dell’Eintracht Francoforte è l’unico giocatore di movimento a non essere mai sceso in campo. Un peccato viste le buone premesse di questo giocatore, che si spera abbia un buon futuro nel panorama calcistico e si confida in lui per il futuro della Nati. Resta la domanda del perché possano aver giocato Jacquez e Cömert e non lui.

 

Eray Cömert (4): ha giocato solo nel finale della partita con l’Argentina. Non può nulla sui gol subiti e, se fosse riuscito ad allungarsi un pochino di più, avrebbe segnato sul cross in area realizzato da Freuler su punizione nel finale cambiando quella partita. La sufficienza gliela si deve, ma non è di certo uno dei difensori su cui si potrà basare la nazionale svizzera.

 

Nico Elvedi (6-): è tra i protagonisti assoluti del nostro Mondiale. È riuscito a riscattarsi e brillare dopo un passato in cui ha dovuto passare dietro alla presenza di Schär. C’erano dei dubbi su di lui e non si pensava fosse all’altezza del ruolo di titolare al fianco di Akanji, ma ha dimostrato di essere all’altezza, se non in questo mese oltre al compagno di squadra. Ha disputato un Mondiale fantastico all’altezza dei migliori difensori al mondo rendendo neutri Lautaro Martinez, Julian Alvarez (non può nulla sui loro gol), Luis Suarez, Jonathan Davide e altri. Un vero muro difensivo che finalmente è riuscito ad emergere, spero che riesca a fare un salto avanti anche nei club perché merita di più del rispettabilissimo Borussia Mönchengladbach. Deve continuare così e lo farà!

Luca Jacquez (4,5): il difensore centrale dello Stoccarda ha giocato qualche minuto con la Bosnia e una settantina di minuti con i Canada… ma da terzino destro. In ogni caso, i minuti che ha disputato li ha fatti discretamente e considerando che era fuori posizione si può essere contenti della sua prestazione. Il classe 2003 potrà essere un volto della futura Nati, ma deve ancora migliorare per raggiungere Akanji e, da ora possiamo dirlo forte, Nico Elvedi.

 

Miro Muheim (3): il terzino sinistro dell’Amburgo non ha disputato un bel Mondiale, sfortunato da un episodio nella prima partita e un infortunio in seguito. A tratti è sembrato un po’ confuso e indeciso negli interventi, non all’altezza dell’iridata competizione. Entra con il Qatar all’89esimo e dopo 5 minuti è autore di un gol… ma nella nostra porta, che determina il pareggio finale. Gioca da subentrato anche con Colombia ed Argentina dopo un lieve infortunio al polpaccio avuto nelle settimane americane, in entrambe gli scontri ad eliminazione diretta non dà grande dimostrazione di sé. Il 28enne non è riuscito ad esprimersi al meglio delle sue capacità; in futuro potrà e dovrà riscattarsi, perché resta il fatto che in caso di ritiro di Rodriguez il ruolo, secondo le gerarchie odierne, spetta a lui.

 

Ricardo Rodriguez (5+): si è presentato a questo Mondiale senza una squadra dopo l’abbandono al Real Betis. Ormai non è più il Rodriguez di una volta: gli manca la velocità di un tempo, l’età di questo giocatore, ormai 33enne, inizia a farsi sentire. Tuttavia, ha dimostrato di essere ancora un elemento molto importante per la Nati: riuscendo a coprire difensivamente in maniera quasi impeccabile, Mahrez neutralizzato, ma anche contribuendo offensivamente proponendo cross pericolosi. È un giocatore a cui, ad oggi, facciamo difficoltà ad allontanarci vista la sua solidità in campo e anche la presenza nello spogliatoio: l’ex Betis dovrà ora impegnarsi per trasmettere l’arte del suo ruolo a Muheim, come già fatto contro la Colombia dove si è dimostrato quasi un vice-Yakin. Speriamo che questa esperienza positiva possa essere una vetrina per lui nella ricerca di una nuova squadra.

 

Denis Zakaria (6-): personalmente, assieme ad Elvedi, è il giocatore che mi ha stupito maggiormente ed è tra i volti emblematici del nostro Mondiale. Il CT vuole schierarlo a tutti i costi, ma a centrocampo siamo già ben coperti, in difesa anche e allora lo inventa terzino destro, convocando solo Widmer in quel ruolo e facendolo giocare pochissimo. Non aveva mai giocato in quel ruolo e, nelle prime partite, si è visto. Però, dopo la pausa prima delle partite ad eliminazione diretta, si è dimostrato alla pari un terzino di ruolo. Contro l’Algeria disputa una partita eccezionale e mantiene un ottimo livello anche con Colombia e Argentina: Luis Diaz non può nulla di fronte a lui. Si dimostra non solo un ostacolo davvero impegnativo da superare, ma anche in fase offensiva si propone in maniera molto positiva sulla fascia proponendo bei cross. Ha dimostrato anche una grandissima prestanza fisica con i suoi scatti e gli inserimenti molto apprezzati. Yakin ha avuto ragione su di lui e il giocatore del Monaco finalmente ha trovato il suo ruolo nella nazionale.

Silvan Widmer (4-): era l’unico terzino in rosa, eppure si è fatto superare nelle gerarchie da Zakaria e anche da Jacquez. Il 33enne del Mainz gioca solo a partire dalla seconda partita, ma quella sarà l’unica da titolare: nelle successive fruirà sempre da sostituto. Con la Colombia non gioca male, ma soprattutto con l’Argentina dimostra di avere qualche difficoltà. Quando il palcoscenico cresce d’importanza questo giocatore inizia a dimostrare qualche difficoltà.

 

Centrocampisti ed esterni:

 

Michel Aebischer (4,5): il suo Mondiale inizia bene con una bella prestazione contro il Qatar, poi però viene superato da Manzambi e difficilmente riuscirà a riprendersi la maglia da titolare. Purtroppo, dopo la partita contro l’Algeria si infortuna e quando la posta in gioco si alza rimane a guardare. Rimarrà comunque una valida alternativa per la nostra formazione per entrare a partita in corso. 

 

Remo Freuler (5,5): come Rodriguez si presenta a questo Mondiale senza una maglia in un club dopo la rottura col Bologna. Nonostante l’età, ben 34 anni, corre per tutta la partita ritmo incessante. Braccio destro di Xhaka, fa parte del cuore pulsante della Svizzera e molte occasioni nascono grazie ad una sua impostazione. È un pilastro e una bandiera della nostra nazionale e lo ha dimostrato disputando una grandissima competizione.

Ardon Jashari (4-): gioca qualche minuto con il Qatar e poi deve aspettare fino agli ottavi di finale contro la Colombia per rivedere il campo e lo fa da titolare. In quella occasione però non è protagonista di una bella partita e viene infatti sostituito dopo il primo tempo. Entra nel finale con l’Argentina e, a parte un fallo da ammonizione per sua fortuna non fischiato da Pinheiro, non fa male lasciando qualche speranza… di certo da questo giocatore ci aspettiamo molto di più, peccato per il brutto infortunio ad inizio stagione.

 

Johan Manzambi (6): la copertina del nostro Mondiale è l’esultanza del giovane ginevrino che ricorda la sfera di Dragon Ball; anche se il giocatore dichiara che non è dovuta a quello. Infatti, grazie a questa competizione è definitivamente esploso portandolo all’attenzione dei grandi club europei e ad aggiudicarselo, alla fine, è stato l’Aston Villa ovvero la squadra che ha battuto in finale di Europa League il suo Friburgo. Dopo una grande stagione che lo ha nominato “Rivelazione della Stagione” dell’Europa League questo Mondiale è la ciliegina sulla torta della sua stagione. Partito dalla panchina nelle prime due partite si è guadagnato, con pieno merito, il posto da titolare dopo la doppietta con la Bosnia. Chiude con il bilancio di due gol e tre assist la sua prima Coppa del Mondo, una sciagura l’infortunio sul finale perché la sensazione è quella che con lui la partita contro l’Argentina sarebbe stata vinta nei 90 minuti. In ogni caso, nelle 4 partite che ha fatto ha dimostrato pienamente il suo talento con giocate d’alto livello, un esempio l’assist contro l’Algeria per Embolo: un’azione inimmaginabile costruita da solo. Ha ancora tanta strada da fare, ma sicuramente potrà diventare una stella del calcio europeo e uno dei migliori di sempre della nazionale rossocrociata. Un dato: dal 1966 è il giocatore più giovane a contribuire 5 volte alla rete (gol e assist) nei Mondiali… meglio di Ronaldo, Messi e Mbappé. Continui così!

Noah Okafor (3): nonostante sulla carta possa essere uno dei nostri migliori giocatori, ha giocato solo una ventina di minuti contro l’Algeria in cui non è riuscito a procurarsi nessuna occasione e nemmeno gliene vengono proposte. Viene da una stagione non facile con infortuni, però ha realizzato 8 gol in Premier League con un finale di stagione promettente, molti perciò si aspettavano di vederlo di più in questo Mondiale. Yakin ha preso la sua scelta riguardo al giocatore del Leeds dopo la riappacificazione con il CT, ma non si capisce bene quale sia il ruolo nella squadra… viene convocato per guardare gli altri non essendo quasi per assurdo nemmeno tra i primi sostituti. Certamente potenziale ne ha questo ragazzo, ma, per sua colpa o no, non è riuscito ad esprimersi. Speriamo che nel futuro riesca a trovare il suo posto in nazionale.

 

Fabian Rieder (5-): disputa un Mondiale altalenante, ma comunque buono: dalla panchina col Qatar dove non sorprende, titolare con la Bosnia in una buona partita e poi bene, ma solo a tratti, nella fase ad eliminazione diretta. La sua immagine è il gol divorato contro l’Algeria che poteva essere la sua unica marcatura a questa Coppa del Mondo. Yakin ha scoperto che gioca molto meglio nella posizione di trequartista rispetto che sulla fascia, resta quindi un’ottima futura riserva per Manzambi.

 

Djibril Sow (4,5): un giocatore veloce e con inventiva, se entra bene è capace di rendersi utile ed è ciò che ha dimostrato con la Bosnia offrendo una buona prestazione alle spalle di Manzambi e Vargas. Poi però con il Canada e nelle partite seguenti è un po’ in ombra nell’ombra, la sua presenza è comunque importante in campo ma si vede molto poco. può certamente migliorare e divenire un validissimo elemento di cui il CT potrà avvalersi.

 

Granit Xhaka (6): è il cuore, il cervello, il motore e il simbolo della Svizzera. Il ruolo di capitano si vede dentro e fuori dal campo: dopo le critiche smosse all’inizio riesce a stimolare i compagni a dare meglio e in campo è lui il punto cardine attorno al quale si basa il gioco ed è colui che detta i ritmi. Ha dimostrato di non avere nulla da invidiare ai centrocampisti più blasonati del mondo. Dà sempre il massimo e si vede in campo nelle sue grandissime prestazioni.

Dan Ndoye (5+): questo giocatore ha un’esplosività difficilmente eguagliabile, purtroppo non sempre riesce a mettersi in luce ed essere più costante. Ha realizzato due gol a questo Mondiale, tra cui quello importantissimo contro l’Argentina quando stava disputando una grandissima partita. Dovrebbe solo riuscire a diventare più efficace sottoporta dove è poco incisivo, ma il suo contributo si sente; peccato per le giornate in cui è sottotono. Per il futuro però con lui possiamo essere in buone mani confidando un costante miglioramento di questo giocatore.

 

Ruben Vargas (5,5): dispiace per la partita contro la Colombia e l’Argentina in cui non era al top fisicamente, ma comunque è riuscito a mettersi in luce. Proprio contro l’Albiceleste sarebbe dovuto entrare in campo molto prima, ma a causa del cambio tattico per l’espulsione ha dovuto attendere. Suo il rigore decisivo agli ottavi di finale dove è riuscito a tenere in nervi saldi, realizza un gol e due assist con la Bosnia e un’altra marcatura con il Canada. Sulla fascia con le sue giocate è stato una garanzia: il suo è stato un Mondiale di alto livello, però siamo tutti convinti che possa ancora dare di più in futuro. Ci si augura possa trovare più spazio anche nel Siviglia.

Attaccanti:

 

Zeki Amdouni (3+): abbiamo riposto tantissima fiducia in passato a questo giocatore, però non è riuscito a mantenere la costanza e le belle prestazioni fatte in passato. Veniva da una stagione molto difficile con un grave infortunio e le partite qui al Mondiale non lo hanno visto brillare e, tranne il rigore con la Colombia, non è riuscito a mettersi in mostra. Si spera che il giocatore del Burnley possa ritrovare sé stesso e tornare a diventare quello che abbiamo avuto nei momenti di difficoltà, la qualità ce l’ha!

 

Breel Embolo (3,5): se dovessimo valutare i giocatori solo mediante le statistiche con i suoi 2 gol e 2 assist il giocatore dello Stade Rennais avrebbe una valutazione buona, purtroppo però in quanto a prestazioni non ha dato ciò che doveva dare. Sappiamo non essere un bomber, il suo gioco non è puramente realizzativo, però ci si aspetta qualcosa di più dalla nostra prima punta che in passato è stata un nostro grande elemento di forza. Gioca in prima linea davanti e prende un sacco di colpi perdendo molti palloni che potevano essere gestiti molto meglio. Il suo Mondiale si chiude con un episodio difficile da accettare che ha sancito la nostra eliminazione. Quella simulazione lontanissimo dalla porta è stata priva di senso, purtroppo un’ingenuità di questo giocatore ci è costata carissimo. Si spera che in futuro riesca a diventare più incisivo per questa nazionale perché è ciò che merita.

Christian Fassnacht (4): già la sua convocazione al Mondiale è stata una sorpresa. Infatti, ha giocato solo qualche minuto contro il Canada in cui non ha fatto molto. Difficile dargli una valutazione dato lo scarsissimo minutaggio e il poco da lui fatto, ma comunque giusto dargli una sufficienza politica. Non si sa se il giocatore dello Young Boys troverà nuovamente spazio nella Nati.

 

Cedric Itten (4): il neoattaccante del Werder Brema ha collezionato solo una quarantina di minuti di gioco in questo Mondiale. Molti dubbi su di lui che non viene visto come un giocatore all’altezza di primo sostituto della prima punta, anche se le alternative non sono molte essendo il più simile ad Embolo per stile di gioco. Entra a sorpresa contro la Colombia e può portarsi a casa la soddisfazione di aver realizzato uno dei rigori. È un giocatore che quando entra dà sempre il massimo e riesce a fare quanto rientra nelle sue capacità.

 

Murat Yakin (5,5): il tecnico basilese è riuscito a farci fare il Mondiale più bello della nostra storia con una nazionale che sulla carta poteva raggiungere al massimo gli ottavi di finale. Grande il suo lavoro nelle tattiche e nella preparazione delle gare. Siamo tornati ai quarti dopo 72 anni e pensavamo di poter andare oltre, ma non è successo e molti lo criticano per la sua gestione dopo l’espulsione di Embolo. Secondo me, ha gestito la partita difensivamente secondo la sua idea di gioco e lo ha fatto con fermezza, visto anche l’assalto tentato dagli argentini che siamo riusciti a contenere. Ciò che piace di lui è che ogni decisione che prende, seppur talvolta discussa, è carica di responsabilità e irrevocabile; inoltre, finora ha dimostrato di aver ragione… Dobbiamo assolutamente migliorare nelle palle inattive in futuro perché non ci hanno fruttato nulla in questi Mondiali, a differenza che nelle qualificazioni; siamo sembrati un po’ disorganizzati. A parer mio il CT sta facendo un grande lavoro: seppur il suo gioco non mi entusiasmi molto, perché non dinamico, alla fine funziona ed è giusto per questa nazionale elvetica. Certamente l’allenatore della Svizzera dovrà iniziare a cercare le future leve ed attuare un piccolo ricambio generazionale. Il mio bilancio sancisce che Yakin debba rimanere e continuare a costruire una nazionale che, continuando così, potrà ottenere grandissimi risultati in futuro. 

A cura di: Andrea Genini

Pubblicato il: 29.06.2026

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