L’Ultima missione: Project Hail Mary

Recensione: L’Ultima missione: Project Hail Mary

Regia: Phil Lord, Chris Miller

Cast: Ryan Gosling, Sandra Hüller, James Ortiz, Milania Vayntrub, Lionel Boyce, Orion Lee

 

Trama:

Ryland Grace (Ryan Gosling), insegnante di scienze, si risveglia su un'astronave senza ricordare nulla. Mentre la memoria gli torna, realizza che il suo scopo è quello di risolvere l'enigma che si cela dietro una sostanza che sta causando la morte del sole.

 

Introduzione:

Devo dire la verità: non ho letto il romanzo di Andy Weir e mentirei se vi dicessi che mi sono informato sull’omonima opera; quindi, non sapevo bene cosa spettarmi dal film diretto dalla coppia Lord-Miller. Tuttavia, rimasi affascinato dal teaser e in particolar modo catturò la mia attenzione un alieno composto da roccia che rubava la scena a Ryan Gosling nei pochi secondi dedicati a lui.

Recensione:

Mi sono diretto in sala senza sapere cosa aspettarmi dalla pellicola di fantascienza capitanata da Gosling e se devo esser onesto non speravo di andare in sala a guardare un effettivo buon film.

La storia ha delle premesse alla base complesse da capire, che sarebbero appesantite dai vari concetti fisici e astronomici, ma che vengono messe su schermo in una maniera facilmente comprensibile ad un pubblico profano (come il sottoscritto che ha sempre avuto un certo ribrezzo per la fisica e le materie scientifiche in generale).

 Foto di: IMDb

Il tutto è condito armoniosamente dalle varie analessi che tengono lo spettatore incollato allo schermo perché incuriosito genuinamente al comprendere il passato della spedizione Hail Mary e curioso di comprendere il passato del protagonista. Film che parte con un ritmo veloce, per poi rallentare nella fase centrale e più legata all’Odissea spaziale che deve subire il protagonista interpretato da Gosling, per poi tornare veloce sulla fase finale. Ritmo che, nonostante la sua cadenza irregolare, non risulta mai noioso o privo d’azione e non sembra mai trascinarsi, ma riesce a teletrasportare nella storia e a tenere lo spettatore con il fiato sospeso. 

Film divisibile in due parti: la prima che prevede una miglior comprensione degli eventi terrestri, a capire chi ci troviamo davanti e come ci si è trovati nella situazione nella quale siamo catapultati ad inizio pellicola. Inoltre, scopriamo continuamente dettagli sul protagonista e l’espediente narrativo risulta incredibilmente interessante. Infatti, lo spettatore scopre il passato dello scienziato Ryland Grace attraverso le sue ricerche e quindi si è continuamente posti davanti al suo scoprirsi e alla concezione che lo sta facendo in maniera simultanea allo spettatore. 

Seconda parte invece che lavora maggiormente sulla civiltà di Rocky e sull’amicizia che si instaura tra i due. E anche in questo caso noi scopriamo dettagli sulla civiltà di Rocky a pari passo con Ryland. Indizi che non vengono gettati in pasto allo spettatore, ma bensì si prendono il loro schermo e vengono digeriti dallo spettatore.  

Sottotrame presenti e ben articolate, emergono e sposano il tono della pellicola alla perfezione. Risultano toccanti quando arrivano e colpiscono lo spettatore. Riescono a ritagliarsi il proprio spazio, senza mai sopraffare la principale. Risultano talvolte banali, ma essenziali ad amalgamare la storia.

 Foto di: Nerdist

La trama viene arricchita da ottimi personaggi. Il film ruota attorno a pochi personaggi, funzionali ed interessanti, mai scontati. Il protagonista è complesso e cerca di scoprirsi e capirsi. Durante il film evolve e crea una propria morale, passa da uno stato solitario ad avere quasi la necessità di un amico e a raggiungere la fase di accettazione, capire che la sua vita vale quella di un membro a lui caro, Rocky. Per quanto assurdo possa sembrare pure Rocky ha una sua caratterizzazione. Il film ci fornisce durante la sua esecuzione tutta una serie di piccoli elementi per capire al meglio Rocky, la sua missione (speculare a quella di Ryland) e la sua personalità. Il tutto aiutato dal lavoro che il personaggio di Gosling fa pur di capire chi ha davanti. Il duo sullo schermo funziona bene e risulta dinamico, carismatico e raramente risulta forzato. Gosling riesce ad interagire bene con l’alieno e non risulta mai spaesato o in difficoltà a lavorare con un alieno in CGI. Funzionano bene anche i vari legami terrestri che vengono approfonditi con lo scorrere del film e che arricchiscono il portfolio del personaggio di Ryland. Sono inoltre, motivo della scoperta individuale che il professor Grace fa durante il suo percorso nella prima parte di film. I rapporti sono densi e incredibilmente articolati e sanno prendere lo spettatore in contropiede, risultando spesso commuovente ed emozionalmente forti. Si lavora costantemente sull’emotività dei rapporti che li rendono immersivi e impossibili da non empatizzare.

 Foto di: Variety

L’esperienza cinematografica è accompagnata da degli ottimi effetti visivi che riescono a ricreare ambienti spaziali e a creare un ottimo alieno. Infatti, se non in alcuni rari casi, le interazioni con Rocky non sembrano mai meccaniche o finte e anche il modo dell’alieno di rapportarsi con gli oggetti non risulta quasi mai finto. Il film ha a suo favore le poche interazioni dirette tra l’alieno e il personaggio di Gosling, riuscendo così a non far sembrare troppo finte le interazioni e creando un film visivamente molto godibile. 

Il tutto è servito su un piatto fatto da una colonna sonora immersiva e contemporaneamente così commuovente e forte. Riesce a ricreare la paura dell’ignoto che i protagonisti sono costretti a vivere costantemente, ma ricrea anche la serenità che un “luogo” isolato come lo spazio possono darti. Contemporaneamente riesce a descrivere le emozioni forti che i personaggi sono costretti ad affrontare, il tutto si sposa e si bilancia perfettamente.  

Interessante il gioco che propone il reparto di fotografia che tramite i colori ci aiuta a capire come vengono percepiti i luoghi dal protagonista. Esempio facile è la visone della terra: la classe è vista con una luce chiara a simboleggiare la sicurezza che il luogo gli dà. Daltro canto il resto del mondo è dipinto in maniera più scura come per darci l’idea di come lui si sia reso la vita un inferno e di come non riesca a scappare.

Molto apprezzabile anche la regia, che gioca spesso con movimenti di camera, che riescono a trasportare lo spettatore diretto nell’azione.

Conclusione:

Il film mi è piaciuto, è un ottimo prodotto di fantascienza, capace di variare da concetti fisici a concetti di morale, mettendo sempre i protagonisti a bivi duri e spesso con scelte che portano alle lacrime. È un prodotto che è molto di più di qualcosa di puramente fantascientifico, ma spazia verso l’amicizia ricordandocene il valore e il suo peso nelle nostre scelte e nelle nostre vite. È un film che sa commuovere e sa creare nello spettatore diverse domande. 

I protagonisti evolvono e trovano in loro un senso di casa di sicurezza, scelgono di mettere a repentaglio le loro vite a favore del bene dell’altro. Il tutto grazie all’alchimia che si crea tra un alieno e un docente di scienze in una scuola media, due personaggi che potrebbero far parte di una commedia anni ’80, ma che in questo prodotto sono qualcosa di unico, con un’alchimia e un’intesa unica. Sanno creare qualcosa di unico, un senso di calore e sanno dare lacrime allo spettatore. 

 

Il mio voto: 8.25.

A cura di: Alessandro Molteni

Pubblicato il: 21.04.26

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