Recensione: The Drama – Un segreto è per sempre (2026)
Regia: Kristoffer Borgli
Cast: Robert Pattinson, Zendaya, Mamoudou Athie, Alana Haim, Hailey Gates
Trama:
Emma (Zendaya) e Charlie (Robert Pattinson) sono felicemente fidanzati. Ma, a una settimana dalle nozze, un segreto rivelato si insinua nella loro quotidianità travolgendoli e mettendo a dura prova il loro amore.

Foto di: Variety
Introduzione:
Del film, devo ammettere, sapevo ben poco, non mi aveva convinto il pretesto della trama e non mi informai nemmeno troppo riguardante la storia. Non guardai nemmeno il trailer e non lessi nemmeno le recensioni. Nonostante i miei sforzi per ignorare l’ennesimo titolo adatto al pubblico di TikTok, nel 21esimo secolo è impossibile rimanere all’oscuro di un film e hp notato diverse reazioni, anche contrastanti, sulla pellicola. Motivato dalla noia ho deciso di recarmi in sala e di visionare l’opera di Borgli aspettandomi l’ennesimo film dove un bel ragazzo fa sesso con una bella ragazza. Dove due star di Hollywood si incontrano in un film senza una sceneggiatura scritta in maniera umana, senza profondità, senza sforzo recitativo (lo so che state pensando al massacrato dal qui presente Cime Tempestose).
Recensione:
Come detto non mi aspettavo nulla di che se non l’ennesimo film per la quale il pubblico medio di TikTok possa andare pazzo, ma mi devo dire piacevolmente colpito. Nonostante una premessa banale, semplice e da commedia romantica all’italiana, il film riesce a crearsi un proprio spazio, trasformando quella banalità in una forza e riuscendo a indagare l’oscurità umana.
La pellicola risulta scorrevole, nonostante un tema di partenza non leggero. Ciò avviene grazie all’alternarsi di flashback e ad una discesa vertiginosa che vede come protagonisti non Emma e Charlie, ma i loro sentimenti che vanno sempre più a sfaldarsi in parallelo al loro fidanzamento e al loro legame. Così facendo viene messo in secondo piano l’organizzazione del matrimonio facendo risultare la pellicola meno banale.

Foto di: A24
Terzo atto che vede come vero protagonista Robert Pattinson che mette in scena tutta la sua versatilità attoriale. Questo capitolo è dedicato alla follia che pervade Charlie e come si deve relazionare agli avvenimenti. Mostra alla perfezione come le cose non dette possano trasformarsi in veri e propri drammi e come la debolezza umana reagisce a ciò. Rimane tuttavia il pretesto debole che permette questa escalation. Il segreto di Emma rimane un buon argomento narrativo, ma tuttavia risulta debole e fallibile. Fallacee nella sua composizione.

Ottima la narrazione divisa in atti che permette allo spettatore di precipitare come precipitano i protagonisti e permette di affezionarsi alle loro storie personali. Tale divisione permette allo spettatore dapprima di avvicinarsi alle vicende che coinvolgono l’innamoramento dei due. Secondo atto invece che vede protagonista il segreto che Emma sceglie di raccontare (su questo punto tornerò anche più avanti nel corso della recensione), terzo atto che invece vede protagonista la discesa vertiginosa che i sentimenti di Charlie per Emma prendono.
Primo atto che è strutturato in una buona maniera: ci vengono presentati i due protagonisti e la loro presentazione viene messa in scena attraverso le parole di Charlie.
Foto di: IMDb

Foto di: Multiverse of Color
Il fashback del loro amore è lineare, ben montato e strutturato in maniera tipica. Si vede l’approccio e il primo appuntamento e il restante della loro storia viene svelato con lo scorrere del minutaggio.
In seguito, ci viene mostrato il processo di preparazione del matrimonio (che fungerà da sfondo per la storia). Nonostante la banalità della prima parte riesce comunque a non risultare noioso. Risulta qualcosa di già visto, di già pronto, ma non noioso o banale. Riesce a inquadrare bene l’ambiente innamorato che pervade il mondo dei protagonisti. Ambiente rotto dalla domanda posta durante la cena di prova che irrompe nella stanza come un elefante in una cristalleria. Le storie dei primi tre personaggi risultano banali, infantili. Rispecchiano gli ambienti agiati nella quale i personaggi crescono.
Secondo atto che, nonostante sia il motore della narrazione, risulta mal trattato e troppo pretenzioso per risultare un minimo credibile. Si inizia ad assistere allo sfaldamento sentimentale, ma il pretesto che porta a tale problematica risulta spesso fallace e sciapo, rendendo questa seconda parte difficile da comprendere in pieno. Ottimo, tuttavia, il lavoro svolto sul personaggio interpretato da Zendaya che in questa seconda ripresa trova la sua massima espressione narrativa. Viene approfondito e lo spettatore viene coinvolto e tenuto in sospeso su come si evolverà il segreto di Emma.

Uno dei veri punti di forza della pellicola è sicuramente il montaggio. Le scene risultano legate in maniera ottimale e i flashback montati in una maniera sublime: non fermano il ritmo della narrazione, ma lo accelerano quasi a simboleggiare la velocità dei pensieri e delle azioni che caratterizzano l’opera. Diventano quasi protagonisti ritagliandosi i giusti momenti in cui rubano la scena al matrimonio, ai problemi coniugali.
Carina la colonna sonora, caratterizzata da motivi principalmente di archi e fiati che aumentano la tensione e l’atmosfera drammatica che Charlie vive a causa del segreto svelato. Spesso le assonanze volute aumentano il senso di dubbio che Charlie preclude alla sua relazione.
Foto di: kult.kino
Non è un vero motivo per arrivare a rimettere in discussione una relazione, anche perché è un avvenimento che lei ha soltanto immaginato di compiere, per poi farsi prendere da scrupoli di coscienza abbastanza forti da farla tirare in dietro e renderla massima espositrice del movimento contrario.
Gli ultimi due atti risultano troppo deboli e molte scelte non vengono motivate. Si genera odio su qualcosa che effettivamente non è mai esistito se non nella testa di Emma. È debole come pretesto per le scelte sbagliate dei vari personaggi e rimane problematico il pensiero che nessuno dei personaggi provi ad immedesimarsi in lei, nelle sue difficoltà e nelle sue sofferenze. Penso che tale difficoltà risieda sostanzialmente nelle condizioni adagiate nelle quali vivono le personalità coinvolte nella storia. Punto a favore di quest’atto conclusivo il finale aperto e commuovente.
La trama segue un filo logico e risulta comunque scorrevole e piacevole. La trama amorosa passa spesso in sottofondo per dare voce alla violenza, alle ingiustizie e alle difficoltà di Emma e riesce a farlo senza risultare eccessivamente problematico. Trova una sua dimensione nella quale ala debolezza del pretesto riesce a incastrarsi con la sostanza del progetto di Kristoffer Borgli.
Nota dolce amara riguarda i personaggi. I due protagonisti (Emma e Charlie) risultano dinamici, interessanti da seguire e con una psiche contorta e in constante cambiamento. Discorso opposto invece per quanto riguarda i personaggi secondari: spesso sembrano “buttati” sullo schermo, non hanno una vera funzione narrativa se non nel primo atto. Vengono usati come contorno che, tuttavia, risulta insipido, poco appagante. Non trovano una dimensione se non durante la cena di prova e qualche scena qua e là. Sono troppo legati all’ambiente matrimoniale e troppo poco nel vero pretesto della trama. Non funzionano come coppia (le scene a loro dedicate in tale contesto risultano risicate al minimo), non funzionano come antagonisti e nemmeno come aiutanti dei protagonisti. Spesso risultano essere sullo schermo perché devono esserci.
Conclusione:
Nonostante The Drama abbia delle evidenti pecche risulta un film valido. La trama trova dello spessore sebbene sia messa in piedi in una maniera discutibile. Trova punto di espressione massima non nella sua storia, ma nel messaggio che lancia e che riesce a impersonificare. La storia è scorrevole, non si allunga più del necessario e non si perde troppo in romanticismi non necessari. Ammetto che nonostante il mio poco interesse iniziale alla fine mi sono trovato piacevolmente colpito dall’opera di Kristoffer Borgli.
Inoltre, il compartimento tecnico eleva il film, dal montaggio alla fotografia il film ha evidenti punti tecnici super a favore. E se aggiungiamo a ciò la grandezza attoriale dei due protagonisti il prodotto risulta godibile e super apprezzabile.
Il mio voto: 7.25.
A cura di: Alessandro Molteni
Pubblicato il: 29.04.26



