Chiello live nei Club: il concerto all’Alcatraz di Milano
La penultima delle sei date del tour nei Club di Chiello fatto tappa ieri sera, martedì 28 aprile, all’Alcatraz di Milano. Dopo la partecipazione a Sanremo con “Ti penso sempre”, l’artista è tornato ad esibirsi tra il suo pubblico.
Nell’attesa dell’inizio del concerto, la venue milanese si riempie sempre di più di giovani. C’è un bel clima, la gente chiacchiera, e c’è un senso di attesa. Attesa che termina verso le 21:20, quando le luci si spengono e Chiello e la band salgono sul palco per iniziare lo show. La scaletta è composta principalmente dai brani dell’ultimo album uscito lo scorso marzo, fatta eccezione per “Gli spettri e le paure” che è stata esclusa dalla setlist. Si inizia con “Vulcano”, dove Chiello imbraccia già una delle sue chitarre che continuerà a cambiare nel corso del live. Si procede con “Salvami da me stesso”, “Lupo” e poi la hit “RUGGINE”, brano di MACE in collaborazioni con Coez e chiaramente Chiello. Lo stile dell’artista è riconoscibile anche per la sua voce, e fonde cantautorato indie-pop con pezzi più rock alternativo, un genere che dal vivo riesce ad acquisire tutto il suo senso grazie alla presenza di una band. Sul palco assieme all’ex membro della FSK troviamo infatti una batteria, un basso, due chitarre e una con synth e tastiere. In base al brano i membri della band si staccano dal loro strumento principale per prendere altri strumenti ad esempio il violino, e utilizzare un’altra postazione di tastiere. Come già accennato prima, la performance live di Chiello viene arricchita anche dalla sua bravura nel suonare la chitarra, un elemento che aggiunge un tocco in più e che riesce a mettere in mostra le emozioni in modo ancora più forte.

Foto di: Rockon / Giulia Troncon
Si continua con alcuni brani dall’album “OCEANO PARADISO”, fino a culminare in “CANCELLLI DI MEZZANOTTE” il brano di Rkomi che però è diventato così celebre proprio grazie alla partecipazione di Chiello. Il pubblico infatti si sgola nel cantare il ritornello, unendo tutte le voci in un unico coro. Procedendo in ordine cronologico troviamo “Poi si romperanno” dove i fan si scatenano creando anche dei piccoli cerchi in cui ballare, “Sparire”, dove Chiello resta solo sul palco e performa il brano chitarra e voce, “Milano dannata” e “Insetti”, dove la potenza della band si presenta in tutta la sua maestosità con l’outro, con il violino e la chitarra di Chiello in aggiunta. Si continua con “Polynesian Village”, altro brano in cui la componente musicale è molto importante, “Abisso di xanax”, “Desaturarsi” e “Sul fondo dello scrigno”, dove l’artista richiede specificatamente l’apertura di un cerchio nel mezzo della venue.

Foto di:Rockon / Giulia Torcon
La richiesta viene soddisfatta e i fan si scatenano durante il brano, creando un senso di comunità e unità tra di loro. Dopo essersi accertato che tutti stiano bene, Chiello procede per la doppietta finale, composta da “Ti penso sempre” il brano in gara lo scorso febbraio, e “Quanto ti vorrei”. Il pubblico canta fino all’ultima parola, e si scatena sul finale dove la band e Chiello alla chitarra si uniscono per suonare la outro del brano.
Il pubblico era lì per Chiello e per la sua musica, per condividere un momento tutti assieme e questa cosa la si è notata per tutta la durata del live. L’artista ringrazia i fan che lo chiamano per nome, congedandosi con la band. Uno show che sorprende e che evidenzia come la musica di Chiello raggiunge il suo apice durante i concerti live, che sono senza dubbio il suo posto.
A cura di: Jona Arrighi
Pubblicato il: 29.04.26



