CALCIOMERCATO ESTIVO 2026/27

Si è conclusa alle ore 20 di martedì 1 settembre la sessione estiva del calciomercato di Serie A Enilive 2026/27. Tre mesi di trattative, colpi di scena e ribaltoni dell'ultima ora hanno ridisegnato le rose delle venti squadre del campionato: c'è chi ha costruito con pazienza e chi si è mosso solo nelle ultime concitate giornate, ma nessuna società è rimasta a guardare. Di seguito, il riepilogo delle principali operazioni in entrata e in uscita club per club.

Frosinone — Alvini
Da neopromossa, mercato di esperienza a costo contenuto: Grillitsch, Schmid, Akpoguma e Zerbin sono gente che la categoria la conosce. Raimondo resta in prestito dopo gli 11 gol della promozione. Manca però un attaccante da doppia cifra in Serie A: la salvezza passa da lì.

 

Venezia — Stroppa
La squadra con più operazioni in assoluto, oltre quindici: Juan Jesus, Mazzocchi, Sohm, Basic, Akor Adams, Montipò, Bella-Kotchap. Tanta esperienza di Serie A raccolta a costi bassi, quasi tutta in prestito. Rosa numerosa ma senza una gerarchia chiara: dipenderà tutto dalla capacità di Stroppa di costruire un'identità in fretta.

 

Lecce — Di Francesco
Mercato sostanzialmente minimo: Geubbels, Ilic e poco altro, con Camarda tornato al Milan per contro-opzione e Cheddira al Napoli. Aver resistito ai 20 milioni offerti dal Milan per Tiago Gabriel è la vera notizia. Salvezza da conquistare con l'organizzazione, non con la rosa.

 

Sassuolo — Aquilani
Mercato da salvezza costruito bene: Sebastiano Esposito davanti, Adzic dalla Juve e Dominguez dal Bologna in mezzo, van der Brempt sulla fascia. Berardi e Laurienté restano il patrimonio tecnico. Se la difesa regge, la rosa è da metà classifica bassa ma tranquilla.

 

Parma — Cuesta
Sessione low profile ma coerente: El Bilal Touré e José Romero davanti, Kouda in mezzo, e Diego Carlos dal Como nelle ultime ore per irrobustire la difesa a tre. Perso Pellegrino, che era il miglior asset offensivo. Salvezza da giocarsi sul blocco già rodato.

 

Monza — Juric
Costruzione basata quasi tutta su prestiti e giovani altrui: Folorunsho, Ngonge, Ziolkowski, Akinsanmiro, Touré. Poco investimento secco, molta scommessa sulla capacità di Juric di far rendere subito profili grezzi. Reparto offensivo affidato a Cutrone e Colpani: pochi gol garantiti.

 

Cagliari — Pisacane
Dieci entrate e sette uscite. Winks porta ordine, Kevin Carlos e Fazzini qualità, Maldini è la scommessa. Ma perdere insieme Gaetano, Sulemana e Palestra significa aver venduto lo scheletro della squadra che si era salvata. Salvezza tutta da conquistare.

 

Genoa — De Rossi
Sessione soprattutto in uscita: Onana, Malinovskyi ed Ekhator via, con pochi arrivi (Traoré dal Marsiglia, Venturino, il riscatto di Baldanzi per circa 9,5 milioni). Il blocco difensivo resta solido, ma davanti si affida a Colombo e Vitinha. Mercato prudente, forse troppo.

 

Udinese — Runjaic
Poco in entrata (Vojvoda, Chakvetadze, Unai Gomez), molto perso: Atta ceduto alla Fiorentina e Kristensen all'Atalanta erano due pilastri. Zaniolo e Davis reggono l'attacco. È il mercato più passivo del campionato: il club ha monetizzato e basta.

 

Torino — Abate
Comuzzo dalla Fiorentina è l'investimento più pesante degli ultimi anni, Perri sistema la porta, Oristanio e Fortini danno gamba. Ma sono usciti sette difensori: la retroguardia è stata rifatta da zero con un allenatore all'esordio in Serie A. Operazione ambiziosa ma al contempo altrettanto rischiosa.

 

Como — Fabregas
Dieci operazioni con un salto netto di ambizione: Moise Kean dalla Fiorentina è il colpo simbolo, Chalobah e Couto danno una difesa da metà classifica alta, Ricci arriva dal Milan. Con la ricompera di Nico Paz dal Real Madrid, Diao e Baturina il reparto offensivo è il più interessante fuori dalle solite big. Il vero test è la profondità della rosa con le partite in Champions.

 

Bologna — Tedesco
Il mercato più "a incastro" della Serie A: dentro Piccoli e Dovbyk, fuori Castro e Dallinga. In difesa Theate copre l'addio di Lucumì alla Juve, Amondarain è la scommessa dall'Estudiantes, Mbangula arriva in prestito il giorno del gong. Il rischio è aver cambiato troppo il centrocampo tutto insieme (via Freuler, Sohm e Dominguez) proprio mentre arriva un allenatore nuovo.

 

Fiorentina — Grosso
Il mercato più voluminoso: Mastantuono in prestito secco dal Real, Atta, Dragusin, Pellegrino, Beto, Gnonto. In uscita undici giocatori, tra cui Kean, Piccoli, Comuzzo e Gudmundsson. Qualità altissima ma rosa nuova per oltre metà: se serve tempo per amalgamarsi, la classifica può farsi pesante prima dell'inverno.

 

Lazio — Gattuso
Difesa rifatta (Doekhi, Pedraza), Mandas titolare tra i pali, Pinamonti e Frattesi al centro del progetto, poi il doppio colpo finale Gudmundsson e Pedro Gonçalves. Uscite dolorose ma sensate (Gila, Provedel, Pedro). Squadra più fisica e più italiana, esattamente quello che chiedeva l'allenatore.

 

Atalanta — Sarri
Primo anno del nuovo ciclo dopo Gasperini, e il mercato è stato costruito su profili che sanno già muoversi in un impianto a quattro: Gaetano e Sulemana dal Cagliari, Kristensen in difesa, Elmas dal Napoli, il ritorno di Kessié nel nostro campionato e Rowe strappato al Bologna all'ultimo. Uscite significative ma sostenibili (de Roon, Musah, Djimsiti). Il punto interrogativo resta l'attacco: Scamacca e Raspadori devono reggere il peso dei gol senza un vero nove alternativo.

 

Roma — Gasperini
Castro in attacco (scambiato con il Bologna per Dovbyk) e Rodrigo Mora dal Porto sono i due investimenti di prospettiva, con Molina, Balerdi, Koulierakis e de Roon a completare. Fondamentale il riscatto di Malen, che ha già dimostrato di poter dominare l’intera Serie A. Il veto di Gasperini alla cessione di Koné al Chelsea, con circa 60 milioni lasciati sul piatto, dice che il club ha scelto il campo sopra il bilancio. 

 

Napoli — Allegri
Sei acquisti, quasi tutti di completamento: Lucca, Lang, Badiashile, Rafa Marin. In uscita Lukaku ed Elmas. È di fatto la squadra dell'anno scorso, con un anno in più addosso ai titolari e senza un vero sostituto del centravanti. Su tre competizioni è la rosa più corta e incompleta tra le big.

 

Milan — Amorim
Gonçalo Ramos dal PSG per oltre 60 milioni è l'acquisto più caro della storia del club, su un giocatore che a Parigi partiva dietro. Gila sistema la difesa a tre, Chukwueze e Diego Moreira allargano le fasce, Camarda torna a casa. Il caso Leao aperto fino al gong e i nodi Tomori-Fofana raccontano una rosa non del tutto ripulita.

 

Inter — Chivu
Cinque acquisti contro sei cessioni pesanti d'esperienza: via Sommer, Dumfries, Acerbi, de Vrij e Darmian. Stones a parametro zero è un'operazione intelligente, Pavard e Curtis Jones sono ricambi buoni, Provedel eredita la porta. Ma è una transizione generazionale gestita senza colpi in avanti, con Lautaro e Thuram ancora unici, ma ottimi, riferimenti.

 

Juventus — Spalletti
Il mercato più completo delle big: Vicario in porta, Lucumì e Çelik dietro strappato alla Roma, Pape Sarr in mezzo, Kolo Muani a titolo definitivo e Woltemade in prestito dal Newcastle nell'ultima ora. Contemporaneamente si sono liberati gli importanti ingaggi di Vlahovic e Openda. Ogni reparto è stato toccato, e con criterio.

 

 

Con la chiusura del mercato, il campionato entra ora nel vivo: le rose sono definite e da qui in avanti saranno il campo e i risultati a dire quali società hanno lavorato meglio in questi tre mesi. Il prossimo appuntamento con le trattative è fissato a gennaio, quando si aprirà la sessione invernale e qualcuno proverà a correggere il tiro.

 

 

A cura di: Alessandro Albanese 

Pubblicato il: 02.09.26

Foto di: wikipedia

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