HC Lugano si presenta alla stagione 2026/27: nuovo spogliatoio, sogno campionato e settore giovanile al centro del progetto
Il club bianconero ha aperto ufficialmente la stagione 2026/27 con la consueta conferenza stampa di inizio anno, alla presenza della presidente Vicky Mantegazza e degli altri membri del Consiglio di Amministrazione dell'HC Lugano. Un incontro che ha toccato i grandi temi del momento: gli spazi della Corner Arena, gli obiettivi sportivi, la crescita del settore giovanile e lo stato di salute dell'hockey svizzero, senza dimenticare uno sguardo, ormai inevitabile, a quanto sta accadendo in città sul fronte calcistico.
In apertura della conferenza ha subito preso la parola la presidente Vicky Mantegazza che dopo i vari ringraziamenti ha ribadito ancora come il suo sogno sia poter nei prossimi anni regalare alla città una nuova arena degna delle strutture più moderne che ormai tanti altri club in svizzera stanno costruendo.
Una nuova struttura che però per ora non può restare che un sogno visto che, come proprio la stessa Vicky ha tenuto a sottolineare, la costruzione della allora Ressega è costata al comune 25 milioni nel 1999, ma i prezzi ipotizzabili ad oggi sarebbero sicuramente molto molto più alti. Basta pensare che per le recenti modifiche all’impianto: i nuovi seggiolini, il cubo centrale e le varie lounge il club bianconero ha speso la bellezza di 16 milioni.
Quello che però la presidente vuole rendere attuale è la costruzione di un nuovo spogliatoio degno di un club come il Lugano. Quello che è in uso al momento non rispecchia le aspettative del team e non può più considerarsi come adatto alle esigenze per la preparazione dei giocatori. Il nuovo spogliatoio aspetta solo la conferma del comune per poter essere costruito sotto la curva nord.
Spazio poi a un momento più personale, quando Mantegazza ha lasciato intravedere quello che è, a tutti gli effetti, il suo sogno più grande. Senza pronunciarlo fino in fondo, la presidente ha richiamato il coro che da anni accompagna i tifosi bianconeri sugli spalti della Corner Arena: “Abbiamo un sogno nel cuore..”, fermandosi però proprio prima delle parole che tutti a Lugano conoscono a memoria: “Lugano torna campione.” Un modo per lasciare che fosse il pubblico, idealmente, a completare la frase e a ricordare a tutti quale sia l'orizzonte a cui il club continua a guardare.
Non sono mancati, infine, i riconoscimenti al lavoro del vivaio bianconero. Mantegazza ha voluto ricordare i tanti giovani cresciuti nel settore giovanile dell'HC Lugano che negli anni sono arrivati in prima squadra, fino ai casi, non isolati, di ragazzi che dalla Corner Arena sono riusciti ad arrivare addirittura in NHL. Un segnale, secondo la presidente, di come il lavoro sul settore giovanile resti uno dei pilastri più solidi del progetto bianconero.
Dopo l'intervento della presidente, la parola è passata agli altri membri del Consiglio di Amministrazione, che hanno voluto innanzitutto rivolgere un pensiero al di fuori delle mura di casa. Il primo pensiero è andato al Friborgo, campione svizzero in carica, a cui sono giunte le congratulazioni ufficiali del club luganese. Un riconoscimento sportivo che non ha impedito, subito dopo, di sottolineare i complimenti per il cammino della Nazionale svizzera, capace di mettersi in mostra sia alle Olimpiadi sia ai Campionati del Mondo. Il bilancio recente della Nazionale racconta di tre medaglie d'argento nelle ultime tre edizioni iridate, mai l'oro, un traguardo che resta il grande obiettivo mancato, ma che comunque, è stato sottolineato, "resta nel cuore dei tifosi" per la continuità e il livello mostrati. A completare il quadro, un dato storico: per la prima volta la Svizzera si trova al primo posto del ranking IIHF.
Il Consiglio ha poi allargato lo sguardo al campionato nazionale, definito il secondo migliore al mondo dopo la NHL, ma non per questo esente da criticità. Tre, in particolare, le difficoltà messe sul tavolo: la crescita costante dei salari, la tendenza dei giovani talenti a non restare in Svizzera per completare la propria maturazione sportiva, e la carenza di piste coperte sul territorio, un limite strutturale per lo sviluppo del movimento.
In questo contesto, l'HC Lugano ha voluto ribadire con forza la propria linea. Il messaggio del club è chiaro e sintetizzabile in un principio ormai identitario: make or buy. La squadra bianconera sa bene su cosa vuole puntare, ovvero sul proprio settore giovanile e sui giocatori che arrivano direttamente dal vivaio, considerati la base su cui costruire il progetto sportivo dei prossimi anni.
Sul piano strettamente sportivo, l'obiettivo dichiarato per la stagione 2026/27 è quello di confermare quanto fatto nell'ultima annata, tornando dunque a raggiungere i playoff. Sul fronte extra-campo, il Consiglio ha parlato di una campagna abbonamenti giudicata soddisfacente, segno di un pubblico che continua a sostenere il progetto bianconero.
Non è mancato, infine, un passaggio dedicato al resto della città sportiva luganese. Il Consiglio ha voluto complimentarsi con l'FC Lugano per la nuova AIL Arena, pur ammettendo che l'impianto viene percepito come "ingombrante" dal punto di vista delle presenze, un modo elegante per riconoscere che, ovviamente, la pista del ghiaccio la si vorrebbe sempre piena. Una battuta che nasconde però un tema più profondo, toccato apertamente nel corso della conferenza: forse per la prima volta si inizia davvero a percepire un confronto concreto tra hockey e calcio in città. Se un tempo era scontato che Lugano fosse, prima di tutto, una città sul ghiaccio, oggi quella certezza non è più così netta. I risultati della squadra di Mattia Croci Torti, sostenuti anche dal nuovo impianto, stanno facendo sognare sempre di più anche sul rettangolo verde, aprendo per la prima volta da tempo un dibattito che a Lugano, fino a poco fa, sembrava impensabile.
A cura di: Aaron Bachmann
pubblicato il: 09.09.2026



