Il saluto della campionessa – la fine di un’era

Foto di: la Regione
È così che come un fulmine a ciel sereno – o forse sarebbe più corretto dire “come una valanga su un prato d’erba” – mercoledì 5 agosto 2026, nel bel mezzo di un’estate fin troppo calda anche alle quote elevate, esattamente su quei pendii che nella stagione invernale lei sapeva dominare sbaragliando la concorrenza, arriva il ritiro dalle competizioni della sciatrice svizzera di maggior successo, nonché quella con più partenze dal cancelletto e più podi (101, uno in più di Vreni Schneider): sto parlando ovviamente di Lara Gut-Behrami.
Niente mondiali in casa
Sfuma quindi definitivamente quel sogno, quella speranza, quella piccola possibilità che tutti i tifosi svizzeri si auspicavano, ovvero il prolungamento della carriera dell’atleta ancora per una stagione, la stagione in cui dal 1⁰ al 14 febbraio 2027 gli sciatori e le sciatrici combatteranno per una medaglia ai mondiali di casa di Crans-Montana.
Ritiro definitivo
Come detto, quello di vedere la sciatrice di Comano in pista nella stagione 2026-2027 restava più che un miraggio. C’è da dire che, prima del terribile infortunio subìto in allenamento il 20 novembre a Copper Mountain, dove si stava allenando per il Super gigante e in cui oltre ad una commozione cerebrale ha patito pure la rottura del legamento crociato e del menisco del ginocchio sinistro – purtroppo già soggetto più volte a gravi problemi in passato – si sapeva che quella sarebbe stata la sua ultima stagione, in cui l’obiettivo numero uno era conquistare la medaglia del metallo più pregiato alle Olimpiadi di Milano-Cortina.
Saluti
Ma prima dell’atleta viene la persona, come rimarcato da lei stessa nella sua lettera d’addio, le emozioni sono differenti da quelle provate all’inizio della carriera: il sapore del successo ha un gusto più maturo e rivedere tutto il percorso dalla cima della montagna su cui si è saliti dà una soddisfazione ancora maggiore, che si prova solo una volta conclusa la propria esperienza. E anche se forse ci sarebbe potuto essere qualcosa di più nel proprio palmarès in questo momento non conta, non ci sono né rimpianti né rimorsi, solo una profonda gratitudine verso ciò che lo sci le ha dato e grande tranquillità.

Foto di: l'Aura Magazine
Per cui non credo ci sia altro da aggiungere: i numeri, di quelli si è già parlato abbastanza e non c’è la necessità di ricordarli, anche perché c’è la consapevolezza che stiamo parlando di numeri di quella che diventerà, se già non lo sia, una leggenda dello sci svizzero: grazie Lara!
A cura di: Francesco Vanini
Pubblicato il: 06.08.2026



