QUANDO C’ERA LEI – L’Italia dopo Giorgia Meloni

Presentazione del libro e del programma di Italia Viva

Introduzione:

 

Dopo la data a Roma (tenutasi il 28 settembre ’26), Matteo Renzi passa a Milano per la presentazione del suo nuovo saggio: Quando c’era Lei. L’Italia dopo Giorgia Meloni e per presentare il programma elettorale e la visione di Italia Viva sull’alleanza di centro-sinistra. 

La presentazione si è svolta all’Auditorium Museo Nazionale Scienza e Tecnologia in Via San Vittore 21 a Milano, con due super ospiti: il sindaco di Milano Beppe Sala e la giornalista di Skytg24 Lavinia Spingardi. 

 

L’evento:

 

 

Foto di: Facebook

L’evento è iniziato con pochi minuti di ritardo a causa dei media che hanno trattenuto il leader di Italia Viva più del dovuto. 

La prima parte della presentazione si è basata sul libro e sul suo contenuto. Saggio che si fonda su una domanda abbastanza semplice: cosa lascia il governo Meloni all’Italia? Renzi sceglie di analizzare a livello numerico i deficit e le mancanze che il governo più longevo della storia repubblicana ha causato e alimentato alle tasche del cittadino del ceto medio. Sceglie di concentrarsi sui punti che sono mancati a quest’ultimo amministrativo e che il centro-sinistra (per ora ancora vacante di un leader) deve rendere le sue priorità.

Libro scomposto in tre punti, che cerca di dare punti e riflessioni diversi su temi molto distanti tra loro. Il saggio dell’ex premier si apre con una forte critica a ciò che il governo di coalizione di centro-destra lascia alla nazione e analizza quanto le promesse dei leader attualmente in carica siano state tradite in poco tempo. In seguito, passa alle proposte del suo partito e a cosa il centro-sinistra deve puntare e conclude con un momento di autocritica e di riflessione personale. 

 

Renzi presenta subito una messa in evidenza delle mancate promesse fatte in campagna elettorale e alla capacità di questo governo di sviare le sue colpe su qualcosa di diverso (portato l’esempio di Eni e IP che hanno messo il tetto ai carburanti, deviando così l’attenzione sulla promessa fatta da Giorgia Meloni in campagna elettorale: l’abolizione delle accise sui carburanti). Il tutto si è svolto con la classica simpaticità che caratterizza da sempre la comunicazione di Matteo Renzi.

 

Seconda parte della presentazione dedicata invece alla coalizione di centro-sinistra e al programma elettorale di Italia Viva (che si trova a coincidere con quanto espresso nel saggio per Solferino) dove viene messa in luce nuovamente l’importanza verso temi come cultura, difesa e sanità, da sempre fulcro della battaglia politica di Matteo Renzi e del sindaco Sala. 

 

Prime domande da parte della Spingardi proprio sul concetto della nuova alleanza denominata Campo Largo e sulla disponibilità di Renzi nel sostenere una possibile vincita di Conte. Il leader di Italia Viva risponde prontamente in maniera affermativa, ribadendo che la priorità del centro-sinistra non sia dividersi e accentuare le differenze che caratterizzano i diversi partiti coinvolti, ma bensì trovare dei punti di incontro comuni. Matteo Renzi sceglierebbe quindi di sostenere Giuseppe Conte (ricordiamo i due esser

stati molto distanti nel 2019, quando l’allora neonato partito del politico toscano aveva causato squilibri, riuscendo a far aprire la seconda crisi di governo per il Movimento 5 Stelle e a far eleggere Mario Draghi) purché esso vinca le primarie. Renzi che sottolinea che attualmente si vive una coalizione troppo disunita su temi di spicco e importanti (che a detta sua sono quelli che fanno vincere le elezioni) come la politica estera (sulla quale ha tenuto a specificare che non si può vivere solo di estremi, ma bisogna trovare anche vie analoghe per arrivare a una rispostaconcreta) e visioni distanti anche per ciò che riguarda la comunità europea. Il presidente di Italia Viva ha tenuto a sottolineare la visone del suo partito su 

 

Foto di: Facebook

quest’ultimo punto, sottolineando la necessità di creare un sistema federale su modello degli Stati Uniti d’America e quindi la necessità di avere degli Stati Uniti d’Europa. Spietati i due leader di sinistra nel criticare le decisioni in materia di politica estera del governo reggente, sottolineando la snaturalizzazione dei propri principi e della propria storia adottata dalla presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni e a quella rincorsa agli ideali e alle politiche del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump.  

Primarie anch’esse argomento del programma della serata con Renzi che rinnova la sfida: trovare un leader che non spacchi la coalizione, ma riesca a tenere insieme politici con orientamenti e idee diverse su troppi temi. Sala che ricorda che il dibattito sul senso dell’esistenza di questo primo passo, ricordandone l’utilità e la necessità. Infatti, secondo il sindaco milanese, le primarie sono l’unico modo esistente che hanno i candidati per farsi conoscere (infatti è stato attraverso questo sistema che un giovane Matteo Renzi si fece strada nella politica di Palazzo Chigi). Renzi che sceglie così di giungere ai sondaggi elettorali che vedono in vantaggio la coalizione di centro-sinistra (attualmente quotata tra il 43 e il 45%), tuttavia mancano dei voti causati dalla mancanza di punti fermi in questo nuovo campo largo.

Foto di: instagram

Il discorso leader del campo largo lascia spazio dopo poco al grosso tema della campagna elettorale di Italia Viva (denominata per l’appunto con la frase: Quando c’era Lei), ovvero il ceto medio. L’ex premier ci tiene subito a sottolineare quanto l’obbiettivo del campo largo non possa basarsi su favole senza concretismo. Ribadisce l’importanza di un salario minimo, ma chiarisce subito che non dev’essere l’unica misura per aiutare le famiglie in difficoltà e i lavoratori, ma bensì può essere una delle misure da adottare, purché ciò non significhi un aumento rispettivo dei prezzi. Ribadisce che il grosso problema degli italiani è il costo della vita smisurato che pagano che non è commisurato a degli stipendi fermi da 30 anni. Ricorda che con le attuali crisi globali l’italiano medio si ritrova a pagare la benzina più cara d’Europa e le bollette tra le più salate del continente e quindi la nuova alleanza deve cercare di arginare il problema e non far pesare ulteriormente questi disastri ai cittadini. 

Foto di: Open

 

Come aveva già annunciato in precedenza sui suoi canali social il leader di Italia Viva, il suo partito punterà forte su istruzione (da lui definita come fondamentale per integrazione, lavoro e cambiamento nel mondo odierno), sanità e sicurezza (ribadendo la sua misura governativa: 1 euro in cultura, 1 euro in difesa).  

Tra le varie proposte, Matteo Renzi propone la 14esima a chi lavora in questi campi, il che aiuterebbe ad arginare per una parte di popolazione il caro vita sempre più incombente.

Foto di: Instagram

Sull’istruzione ha speso parecchio tempo ribadendo la grande qualità che caratterizza la scuola italiana e il grande potenziale delle università del Bel paese. Introduce così un altro grade tema che caratterizza il suo problema, il ritorno e la permanenza dei cervelli in Italia. Citando i dati ISTAT, Renzi ricorda che lo Stato italiano spende circa 230000 euro a studente (inteso dal periodo della scuola dell’infanzia fino all’università), tuttavia l’Italia soffre un caso insolito: molti studenti si trasferiscono per studiare in Italia, ma scelgono di scappare subito dopo a causa dei salari di ingresso troppo bassi. In molti casi parliamo di stipendietti che non bastano nemmeno per pagarsi una stanza in grandi città come Milano, Roma o, la più economica delle tre, Firenze. Introduce così un nuovo tema importante per Italia Viva, ovvero il salario d’ingresso che a detta sua dev’essere incrementato. Chiude il discorso sulle scuole ragionando in ottica di un’Europa unita, proponendo di rendere l’Europa il centro culturale e una sorta di Silicon Valley per la futura unione che verrà. Per arrivare a questo ragiona in funzione della formazione ottenuta da alcuni imprenditori e figure di spicco nelle industrie emergenti (come, ad esempio, l’IA) di cui molti sono stati formati proprio in Italia. Inoltre, troviamo anche figure di importanza in aziende già affermate che si sono formate proprio nella vicina penisola. Secondo Renzi, la nuova Europa dovrebbe affermarsi proprio cercando l’Italia e rendendola fulcro del suo organico. 

 

La conferenza si è conclusa con l’invito alla partecipazione alla Leopolda, ovvero alla convention politica di Italia Viva che si terrà a partire da venerdì 2 ottobre e finirà domenica 4. 

 

Pubblicato il: 01.10.26

A cura di: Alessandro Molteni

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