Recensione di: Coyote vs. Acme (2026)
Regia: Dave Green
Cast: Will Forte, Lana Condor, John Cena, Luis Guzmán, Tone Bell, Martha Kelly
Trama:
Willy il Coyote, stanco di subire danni fisici e fallimenti a causa dei prodotti difettosi della ACME Corporation durante i suoi disperati tentativi di catturare Beep Beep, decide di fare causa all'azienda.
Introduzione:
Ricordo quando alla guida della Warner Bros David Zaslav annunciava un nuovo prodotto in tecnica mista (ovvero live action con interazioni di personaggi animati) e ricordo anche abbastanza vividamente quando il progetto fu cancellato per motivi a me sconosciuti e rammento anche di esser rimasto abbastanza amareggiato dalla notizia che un prodotto che, secondo me, aveva del grande potenziale non avrebbe mai visto la luce.
Tuttavia, una cerchia di fan particolarmente cara al progetto mise insieme le forze e fece arrivare al colosso americano una petizione nella quale si chiedeva di completare la post-produzione dell’opera di Green e, non con poche difficoltà, alla fine il sogno di svariati fan si è realizzato e Coyote vs. Acme ha visto i grandi schermi dei cinema internazionali, donando così anche a Willy il Coyote un film a lui dedicato.
Recensione:
Devo dirlo: su questo film riponevo tanta fiducia e mi aspettavo un signor film e uscito dalla sala devo ammettere di non esser rimasto deluso, ma anzi di esser uscito con un bel mix di emozioni. Era diverso tempo che al cinema non usciva un progetto così, che portasse una ventata di aria fresca nelle sale ed era anche tanto tempo che al cinema non usciva una pellicola in tecnica mista (che ormai va sempre più sparendo) e devo dire che rivedere un prodotto che usufruisse di tale modalità mi ha portato alla mia infanzia e mi ha commosso.

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Il film ha oggettivamente diversi punti di forza partendo probabilmente dalla trama, che, nonostante aver delle premesse banali, riesce a svilupparsi in una maniera quasi tridimensionale grazie ai diversi generi cinematografici che si incontrano e che si evolvono durante tutto l’arco narrativo della pellicola. Il film punta molto all’aspetto comico (come del resto buona parte dei prodotti targati Looney Tunes), ma riesce a trasformarsi in un mezzo thriller giudiziario.

FOTO DI: MOVIEWEB
Perché nonostante i temi comici e scanzonati tipici dei prodotti per bambini, il prodotto targato Warner Bros prende a cuore la causa del signor Coyote e incentra il film sulle scene di investigazione e quelle in tribunale (a ricalcare i classici thriller giudiziari). Le vicende risultano esagerate (proprio in stile Looney Tunes) e tutte super divertenti, si incontrano tanti generi e non stonano tra di loro, ma bensì si scontrano in un connubio perfetto dai tratti comici e drammatici che sanno trasportare il pubblico e lo fanno empatizzare con il protagonista della pellicola.

Buone, inoltre, le diverse sottotrame che rendono il prodotto doppiamente trasversale e ben idealizzato.
Anche la caratterizzazione dei personaggi contribuisce a quel senso di tridimensionalità e con essa pure il rapportarsi tra di loro. Il personaggio di Will esprime le sue sofferenze e lo spettatore (grazie anche al buon lavoro di flashback inseriti nel montaggio) si trova ad empatizzare con il protagonista e la sua battaglia diventa quasi quello dello spettatore che si trova a tifare letteralmente per il coyote di casa Warner. Il film aggiunge profondità al rapporto tra Beep Beep e Willy rendendolo una storia di amicizia profonda.
Lo spettatore si trova inoltre a detestare la Acme e il potere dei soldi. Il film, infatti, funziona come critica anticapitalista marcio, mostrando come i soldi possano comprare addirittura la legge e come, alcune volte, non importa la nobiltà della tua lotta, ma se dall’altra parte trovi qualcuno che può comprare la legge non vincerai mai.
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Funzionano meno bene i personaggi messi come sfondo, che tuttavia rimandano alla classicità dell’animazione di casa Warner e quindi vanno bene per la comparsata.
Tuttavia, ad alcuni di loro viene dato un peso esagerato, ma non hanno un vero riscontro sulla storia e il loro peso è praticamente nullo.
I dialoghi non sono solo banali, ma alcuni (specialmente quelli sul fallimento e sul dover ritentare) risultano super profondi e rendono il prodotto godibile pure per persone di età adulta e rende accessibile una morale dura a tutti quanti.
Buono in generale il lavoro fatto sulla tecnica mista specialmente per ciò che riguarda i personaggi principali, per quanto riguarda quelli secondari si vede che il lavoro è stato molto più spartano e grossolano e lo si nota specialmente nelle interazioni tra la parte cartoonesca e la controparte umanoide. Tuttavia, il connubio tra la parte animata e la componente live action funziona e risulta spiritosa oltre che armoniosa.
Conclusione:
Il film funziona bene e caratterizza bene il rapporto tra Beep Beep e Coyote. Ha un impatto emotivo importante e oltre a mostrare un prodotto prevalentemente per bambini il prodotto è una vera critica sociale ben riuscita e risulta accattivante. Ha una forte tridimensionalità e risulta una pellicola ben riuscita. Certo, la banalità non manca, ma non stona, non risulta fuori luogo, ma anzi è in pieno stile Looney Tunes.
Il prodotto è un’opera ben riuscita e oltre a risultare spiritosa risulta pure vera, autentica e, come già detto, è una boccata d’aria fresca nei cinema.
Il mio voto: 8.5.
Pubblicato il 18.09.26
A cura di: Alessandro Molteni



