Un tripudio assoluto, è questo l’esodo del concerto dei Pooh all'Unipol Forum di Assago tenutosi il 19 di ottobre 2026, nella prima delle due date milanesi della tournée celebrativa del 60esimo anniversario della band. 

 

La cornice di un Forum del tutto sold out e l'entusiasmo dei presenti, molti dei quali fan da una vita, molti habitué che seguono il gruppo in giro per l'Italia, ma anche tanti che li hanno visti dal vivo una volta sola (magari negli anni '80 o giù di lì) hanno contribuito a rendere l'atmosfera ancora più festiva e unica: per riprendere il testo di un loro celebre successo, possiamo definitivamente dire "l'aria diventa elettrica" nel momento che questi professionisti salgono sul palco, e in questa serata ne hanno dato la conferma. 

 

Nessun ospite (non che ce lo si aspettasse) ma solo i quattro protagonisti (Roby Facchinetti, Red Canzian e Dodi Battaglia, con la reunion di Riccardo Fogli, senza poi scordarsi di Phil Mer alla batteria) al centro della scena: e la scenografia è stata sicuramente uno dei punti di forza dello show. I Pooh sono sempre stati un passo più avanti rispetto ai loro colleghi, perlomeno in Italia, dove sull'onda delle band inglesi e americane hanno portato nel paese per primi gli effetti speciali (come il laser) su un palco in un live: un'impresa mica da poco a quel tempo. E questa sera l'impianto luci ha dato il meglio di sé: sì, perché assieme alle macchine dei fumi e alle fiamme controllate il light show era l'elemento principale della scenografia ed ha contribuito ad accendere e caricare il pubblico quando bisognava ballare ed a rilassare l'atmosfera e commuoversi ascoltando la poesia dei testi in altre occasioni. 

 

Ora veniamo al concerto in sé, alle canzoni. La frase che potrebbe descrivere al meglio i loro testi potrebbe essere "qua e là: malinconia, poesia e fantasia" come recita il loro brano "Notte a sorpresa" del 1979. Il paroliere, Valerio Negrini, purtroppo scomparso anni fa, è stato fondamentale per il successo della band: nessun brano è banale, in quanto il testo, il messaggio che si vuole veicolare, ha sempre un valore importante. Pensiamo anche solo a "Uomini soli”, “Pierre”, “Lettera da Berlino est” o “Brennero 66", solo per citarne qualcuno.

POOH 60 - La nostra storia

Foto di: Francesco Vanini

Ma una canzone è fatta da due elementi: il testo e la musica. E di musica direi che non ne è mancata. Ricordiamo, il salto di qualità della band, la svolta musicale per così dire, è arrivata con Parsifal, del 1973, brano unicamente strumentale ascoltato a metà concerto. Per tutta la serata gli strumenti, all'unisono insieme alle voci impeccabili - anche alla loro età - dei protagonisti, (voci che in alcuni appuntamenti televisivi sono sembrate mancare, cosa che non è assolutamente vera, e posso assicurare che di playback non si tratta minimamente) hanno ammaliato tutti i presenti, persi nei ricordi d'infanzia e nelle situazioni vissute e rievocate grazie a quelle note. 

 

Il concerto è stato diviso in 3 parti principali: una prima parte più libera e di esplorazione generale della carriera, toccando molti periodi della stessa, la seconda parte, con l'apparizione di un pianoforte a coda sul palco, (con grande piacere da parte di Facchinetti - e qui inoltre l'aggancio con gli effetti speciali) prettamente acustica con brani solo voce-chitarra-pianoforte e un terzo strumento come flauto o violoncello suonato da Red Canzian, mentre la terza e ultima parte è stata dedicata ai grandi successi da ballare e scatenarsi. A dividere queste frazioni ci sono poi stati degli intermezzi in cui i protagonisti hanno raccontato qualche aneddoto curioso o qualche storia, come per esempio il fatto che, nel 1971 guardando il programma televisivo dedicato alla Hit Parade, la classifica dei brani più venduti della settimana, stavano per allontanarsi dal teleschermo non vedendo il loro nome nella classifica stessa, quando invece comparì al primo posto della graduatoria con il brano "Tanta voglia di lei".

fFoo di: Francesco Vanini

Una lunga serata - oltre 2 ore e 30 - per vivere 60 anni di carriera, la più lunga di qualunque altra band italiana. Ho citato Valerio Negrini prima, ma è doveroso ricordare un membro della band che ci ha lasciato nel 2020, ovvero Stefano d'Orazio, il batterista del gruppo, ricordato come sempre durante il concerto ma sempre nei cuori di tutti. È inutile ricordarlo: i numeri parlano per loro: 778 settimane in classifica, 15 dischi d'oro, 30 di platino, oltre 100 milioni di dichi venduti, 410 milioni visualizzazioni sulle principali piattaforme, includendo tutti e 344 i brani, senza dimenticarsi del trionfo a Sanremo nel 1990 con Uomini Soli, che il pubblico ha potuto apprezzare nella parte centrale del concerto. 

 

Ecco alcuni dei brani in ordine di scaletta: 

  • Viaggi
  • Banda nel vento
  • Vieni fuori
  • Canterò per te
  • Amici x sempre
  • Stare senza di te
  • Il cielo è blu sopra le nuvole
  • Rotolando respirando
  • L'aquila e il falco
  • Parsifal
  • Notte a sorpresa
  • Cercando di te
  • Pierre
  • Uomini soli
  • Giorni infiniti
  • Se c'è un posto nel tuo cuore
  • Stai con me
  • Piccola Katy
  • Tanta voglia di lei
  • Dammi solo un minuto
  • Non siamo in pericolo 
  • Noi due nel mondo e nell'anima 
  • Io sono vivo
  • Pensiero
  • Chi fermerà la musica

 

Una serata piena di emozioni dunque, una serata che rimarrà a lungo impressa nelle memorie dei presenti, ma soprattutto una serata di festa per questi splendidi 60 anni di carriera, e concludo questo articolo in grande stile, con una domanda, proprio come fatto da loro: Chi fermerà la musica? Ma tutti noi sappiamo già la risposta.

 

A cura di: Francesco Vanini

Pubblicato il: 22.10.26

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