Uscite della settimana
USCITE ITALIANE
Fabri Fibra, Neffa - Zarathustra Style ALBUM
L’album dei due rapper storici italiani si presenta come un album fatto per il pure gusto di farlo, e per sperimentare. È stato un ascolto lungo, strano, inaspettato. Lungo perché l’album è composto da 23 tracce, strano perché non capivo dove volesse andare a parare, inaspettato perché poi ho capito. Fabri Fibra e Neffa non volevano andare a parare da nessuna parte, volevano solo fare un album. Sono combattuto, perché da un lato è vero, di rime studiate o che lasciano particolarmente il segno non ce ne sono, di rime che invece mi hanno fatto cadere le palle si: “In questo spazio,

foto di: Genius
io sono il razzo, il pazzo, io suono il clacson messo lì un po' a cazzo, io faccio foto a 'sto palazzo, stile paparazzo”. Davvero Giovanni? Guarda che c’hai quasi sessant’anni. Però poi ho capito che a nessuno dei due fregava nulla di fare rime belle o memorabili, volevano fare quello che gli pare. Terminato l’ascolto completo dell’album ho pensato “ne vorrei ancora”, perché avrei voluto sentire fino a dove sarebbero potuti arrivare. È un album che all’ascoltatore medio del rap italiano non piacerà, e da un lato è anche giusto sia così. È un album che non farà il delirio con gli ascolti, ma è giusto così. Non era quello l’intento secondo me. Le strumentali sono tutte basiche, quasi da soft freestyle (e ci metto la mano sul fuoco: alcune strofe sono state fatte in freestyle perché altrimenti non si spiegano). Tutte le strumentali hanno però quell’elemento un po’ outsider, sperimentale. I tre pezzi musicali, “Fonoteca #1, 2# e 3#”, sono un’ottima idea per spezzare dai pezzi rappati, e sono effettivamente molto godibili. È davvero un album strano, mi trovo in una difficoltà enorme, ma forse è esattamente questo il loro intento: fare un album che a tratti non ha senso, che però si fa ascoltare super volentieri al netto di qualche rima davvero discutibile. Fare un album che vada totalmente contro qualsiasi logica di mercato attuale, e che sapevano che in pochi se lo sarebbero ascoltato tutto. Sono confuso, lo sono stato dall’inizio alla fine.
TY1 - JUNKIE MUSIC ALBUM
Un’enorme occasione sprecata. Per carità, non mi aspettavo il disco dell’anno, ma guardando la tracklist e le varie collaborazioni (molte delle quali inedite, cito Kid Yugi e Marracash, Ele A e 18K, Papa V ed Ernia) un po’ di hype mi è genuinamente venuto. Peccato che , a mio modo di vedere, TY1 non è stato in grado nel riuscire a gestire al meglio tutti i guest che ha chiamato sulle sue tracce. L’album (eccetto qualche eccezione) suona uguale, monotono, ripetitivo e soprattutto noioso. Le produzioni dovrebbero essere il vero focus del progetto, ma non basta solo alzarle di volume (coprendo a volte anche la voce di chi sta cantando) per dire di aver fatto un producer album. Mi dispiace, perché non penso che TY1 non sia bravo o cose simili, ma perché con tutte le risorse e i nomi a disposizioni si poteva fare molto più di questo. L’accoppiata Yugi-Marra è forse una delle più attese da anni per i fan del rap italiano, e permettetemi di dire che è stata una mezza delusione. Sayf e Frah Quintale invece hanno spezzato, proponendo un brano più chill e melodico, dove anche TY1 a mio dire ha potuto uscire un po’ dalla sua comfort zone offrendo un prodotto molto più valido. Lo stesso discorso vale per il brano con Joshua, Promessa e Gemitaiz: Joshua nei ritornelli riesce sempre a dare il massimo, e Gemitaiz e Promessa assieme mi hanno sorpreso, per quanto a tratti mi è sembrato che le loro strofe fossero totalmente scollegato, come se le avessero registrate in sessioni diverse senza nemmeno essersi mai visti. Dopo questi due brani tutti sommato molto godibili, arriva il brano con Macello e G. Mineiro. Mi trovo in difficoltà a parlarne siccome l’ho tolto dopo un minuto (sufficiente di ascolto). Aver messo penultimo il brano con FreshMula è stata la mossa peggiore e più incomprensibile del progetto: parliamoci chiaro, nessuno (ascoltando l’album di fila) durerebbe fino al penultimo, e guarda casa è il miglior brano dell’album. TY1 sarai anche bravo a scratchare, ma mi spiace, se il progetto precedente non mi era dispiaciuto, questo non penso che me lo riascolterò più.
Levante - DELL'AMORE IL FALLIMENTO E ALTRI PASSI DI DANZA ALBUM
Il nuovo progetto di Levante era già stato anticipato da sette brani, tra cui “SEI TU”, portato in gara a Sanremo lo scorso febbraio. Un album musicale, ricco di suoni. Un album principalmente pop, ma un certo tipo di pop, che Levante con gli anni è riuscita a far suo. Ci si alterna tra ballad d’amore fino a brani più scatenati e sperimentali, con suoni particolari e innovativi. Levante non vuole raccontare l’amore che va bene, dice di voler ribaltare, nel suo piccolo, l’ottimismo di facciata in cui siamo immersi, e di trovare la forza di raccontare il fallimento invece di escluderlo, perché ci passiamo tutti. Per lei il fallimento può diventare un’occasione di rinascita e di scoperta nel dare e ricevere amore. Il titolo “altri passi di danza” va letto così: cadere, rialzarsi, ripetere. E questo concetto si riflette benissimo con la musica che accompagna i testi dell’album, che si miscela tra synth elettronici e strumenti veri più marcati. Un progetto interessante e capace di valorizzare ancora di più l’artista.
Rkomi - A MILANO EP
Dopo il brano uscito la settimana scorsa con Khodi, e dopo il brano rilasciato a giugno (il quale durava oltre otto minuti in cui l’artista rimetteva sul beat le sue doti da rapper), ecco finalmente “A MILANO”. Otto tracce e una durata complessiva che non supera i venti minuti, tre collaborazioni: Khodi appunto, Promessa e Noyz Narcos. Se c’erano dubbi, adesso possiamo confermarlo: Rkomi è uno dei migliori rapper usciti nell’ondata tra 2016, e se non è il migliore è il più completo. Tra tutti i suoi colleghi è quello che è riuscito a dare un senso maggiore al concetto dei “10 anni dopo”:
foto di: Cromosomi Media
Annalisa - MA IO SUONO FUOCO PLATINUM EDITION ALBUM DELUXE
Questa PLATINUM EDITION dell’album uscito quasi un anno fa, non è nient’altro che l’album originale con la rivisitazione di “AMICA” con Madame, e con tutti i brani live dall’ultimo tour. Il sound di Annalisa dal vivo è molto fedele a ciò che ascoltiamo nel disco in studio, e questo da maggior valore a quelle modifiche strumentali e/o sonore che troviamo durante i live. I fan apprezzeranno sicuramente.
foto di: Melissa Sportiva
A cura di: Jona Arrighi
pubblicato il: 11.10.26


non una repack, non un singolo celebrativo né tantomeno un tour che abbia come intento quello di giocare sulla nostalgia. Mirko ci ha detto, “vi ricordate cosa ero dieci anni fa? Eccomi, sono ancora qua, ma dieci anni dopo”. Perché si, sono passati dieci anni, dieci anni in cui il suo percorso artistico e musicale ha preso pieghe che nessuno si poteva aspettare, ma ora è tornato alle origini, ha fatto bagaglio delle esperienze e le ha messe in rima ricordandoci che è capace. Un viaggio che dura venti minuti, ma che in realtà è durato dieci anni. L’ho percepito come un punto di ripartenza, più che come un punto d’arrivo, e mi auguro sia davvero così. Noyz e Rkomi di nuovo insieme ci ricordano quanto siano forti assieme, e il brano con Promessa ci ricorda quanto un certo tipo di vita possa unire anche due quartieri geograficamente opposti: “da Fulvio Testi, fino a Calvairate”. L’outro, “CALVAIRATE CALIFORNIA” è la conclusione perfetta di un progetto che non punta sulla nostalgia, non vuole essere una celebrazione, vuole essere un punto nella carriera di Rkomi e per l’industria discografica; a mio dire “A MILANO” è un punto perfetto.
Vaz Tè - La storia commerciale SINGOLO
Che stia per arrivare davvero il momento di Vaz Tè? Me lo auguro, siccome non sbaglia un colpo da anni. Vibes drilliguri, stile, freschezza, … come sempre. Vaz Tè ha trovato la sua cifra stlistica sia nei flow che nelle produzioni dei suoi brani, rimanendo riconoscibile ed unico in ogni sua pubblicazione.
Marco Mengoni - Giornate perse
Il possibile ritorno musicale di Marco Mengoni inizia con questo brano, dalle pretese altissime: alla produzione troviamo Giovanni Pallotti accompagnato da fior fior di musicisti, e difatti la musica del brano è maestosa e curatissima, la cosa che indubbiamente funziona di più. Marco a cantare è sempre stato eccelso e anche qua non delude, facendo sperare nell’uscita di un nuovo album.
Jovanotti - Le foglie di te featuring Samurai Jay SINGOLO
Sulla produzione di Dardust troviamo questi due artisti, che riescono a trovarsi musicalmente parlando, ma che suonano di già sentito. Samurai Jay ormai ha capito come fare una barca di soldi, e va dritto per la sua strada, Jovanotti invece, negli ultimi anni sembra aver trovato il suo comfort sulle strumentali più elettroniche e melodiose, ma il tutto suona come molto ripetitivo.
Yung Pips - riviera SINGOLO
Un altro degli artisti della nuova wave più interessanti, consiglio vivamente il recupero di “euroshit”, album uscito lo scorso luglio. “riviera” riprende quello stile lì, portando freschezza.
Baby K - AMORE/DILEMMA featuring Guè SINGOLO
Non lo so, non sono esattamente molto in chiaro su come questa collaborazione sia stata possibile, dico solo che Guè ha fatto una strofa migliore qui che nel disco di TY1.



