Recensione: Avengers: Endgame Encore (2026)
Regia: Anthony e Joe Russo
Cast: Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Chris Hemsworth, Josh Brolin, Scarlett Johansson
Trama:
La disperata missione dei Vendicatori per annullare lo schiocco di dita di Thanos che ha cancellato la metà della vita nell’universo.
Introduzione:
C’era la necessità di riportare sul grande schermo il capitolo finale della Infinity Saga? Ovvio che no, nessuno sentiva la necessità di ritornare al cinema per rivedere l’ultima epopea degli Avengers, tuttavia Marvel ha portato di nuovo nelle sale il prodotto che ha messo un punto fermo alla parte di saga iniziata nel 2008 con Iron Man. Ha riproposto questo capitolo con una promessa: nuove scene che si sarebbero collegate ad Avengers: Doomsday (in uscita nelle sale questo dicembre), alimentando così la voglia dei fan di ritornare a gustarsi la pellicola in sala (e quindi alimentare nuovamente le tasche del colosso di casa Disney).
Tuttavia, pian piano ci si avvicinava all’uscita in sala della pellicola, le informazioni diventavano sempre più ambigue; arrivando addirittura a dire che la sostanza del film non sarebbe cambiata e che i 5 minuti aggiuntivi alla versione cinematografica sarebbero stati di scene post-credit che si sarebbero finalmente collegate a Doomsday. Quindi sostanzialmente nulla di nuovo o di imperdibile, ma che ha fatto comunque in modo che una grossa fetta del pubblico amante dei cinecomic si avventurasse nelle sale cinematografiche per assistere nuovamente a quello che è stato nell’ormai lontano 2019.
Recensione:
Io, come del resto diverse migliaia di fan, ho deciso di tornare al cinema sperando di vedere qualcosa di nuovo e qualcosa che finalmente facesse capire la rotta che avrebbe preso il prossimo macro-progetto di casa Marvel. Ovviamente sono rimasto a bocca asciutta e mi sono trovato a vedere l’ennesimo prodotto risparmiabile e sono uscito amareggiato e notando gli innumerevoli errori che il film porta con sé.
Partiamo dalla trama che, nonostante una linearità ammirabile, risulta spesso troppo bucata e troppo baciata dal caso fortuito. Risultano problematici gli incastri con i precedenti capitoli dell’MCU e specialmente con il suo precursore: Avengers: Infinity Wardove, nonostante la premonizione di Strange, il piano risulta comunque troppo debole e fallacee, rendendo involontariamente un topo un vero e proprio Deus ex machina e non contribuendo affatto al funzionamento della trama.

foto di: Yhaoo
Inoltre, risulta inspiegabile il funzionamento dei viaggi nel tempo attraverso il regno quantico. Hulk inizia con una spiegazione in cui passato e futuro formano una sorta di ciclo, il che significa che la storia non può essere riscritta; se viaggi nel tempo, il futuro diventa il passato e quindi non può essere cambiato. L'Antico, da parte sua, argomenta che se rimuovi la
Pietra dell'Infinito dalla linea temporale, crea una linea temporale alternativa, e gli Avengers devono rimetterle al loro posto per mantenere tutto intatto. Nel frattempo, Capitan America torna indietro nel tempo per vivere il resto della sua vita con Peggy Carter. Il film non conferma se ha vissuto tutto questo tempo “dietro le quinte” rispetto agli eventi del MCU o se il suo ritorno ha creato una linea temporale alternativa e forse lo ha fatto intenzionalmente. A provare a porre rimedio a questo enorme errore ci prova la prima scena aggiuntiva, che tuttavia rimane troppo vaga e non spiega un assoluto niente. Vedendo entrare in gioco la TVA sappiamo che si è creata una nuova linea temporale, ma non si spiega comunque la presenza del vecchio Steve alla fine del film.
La trama risulta fortemente indebolita dalla presenza di questi viaggi temporali e molti dei suoi problemi di continuità risiedono proprio nelle scene centranti salti. Inoltre, il provare a risolvere tali problematiche chiamando in gioco la TVA in due scene di tre non aiuta minimamente la faccenda, ma bensì crea altri problemi nella continuità della Multivers Saga, che per ora risulta ancora troppo bucata e debole per essere già alla conclusione.
Risulta buono il lavoro fatto sulle vecchie pellicole e la volontà di riportare i momenti significativi della Infinity Saga; infatti, la pellicola non risulta appesantita dalle diverse linee temporali che si scelgono di esplorare, ma tuttavia sussiste il fatto che il film risulta confusionario e mal calibrato facendo risultare i viaggi nel tempo solo come l’ennesima dimostrazione di incapacità nel concepire una trama forte strutturalmente.

foto di: MARVEL.COM
Il lavoro fatto sui personaggi è pressoché intoccabile e risulta il vero punto di forza della pellicola. Si punta molto sul sistemare i conflitti che avevano caratterizzato i nostri eroi dopo gli avvenimenti di Captain America: Civil War (2016) e si mostra la forza che ha legato i Vendicatori in precedenza. Si ritrovano tutte quelle piccolezze che ci avevano fatto
appassionare all’MCU. Si ritrovano tutte quelle sfaccettature che hanno caratterizzato gli eroi che, al meno nel mio caso, mi hanno fatto innamorare dei cinecomics. Si sente tutta la forza della loro unione e lo spettatore si trova subito a condividere la missione del gruppo di eroi di casa Marvel. Sarà che questi eroi mi hanno accompagnato per 11 anni della mia vita, ma in diversi momenti ci si trova addirittura con le lacrime agli occhi e ciò dimostra la tridimensionalità che questi personaggi hanno avuto nelle nostre vite.
Molte scene di questo capitolo conclusivo sono entrate di fatto nella storia del cinema e aiutano a porre fine ad alcuni tratti che abbiamo iniziato ad osservare nei capitoli precedenti e tra commozione e risate il film riesce a incarnare lo spirito dei Vendicatori.
Colonna sonora epica, che permette allo spettatore di sentire la tensione e le emozioni delle varie azioni.
Conclusione:
Sarebbe superfluo ribadire la mia delusione verso l’ennesima occasione mancata di fare chiarezza su ciò che ci spetta. Sarebbe superfluo dire anche che Marvel ha sprecato la possibilità di introdurci in maniera diretta Doom e la minaccia che rappresenta veramente. Inoltre, sarebbe bello dire che le scene post-credit che Marvel ha deciso di gettarci in pasto siano esplicative o delle novità, peccato che Marvel abbia deciso di prendere, almeno in un caso, scene post-credit realizzate per altri progetti e le abbia riciclate per questa nuova edizione di un film che non richiedeva un rilascio secondario nei cinema.

foto di: DAILY EXPRESS
Penso che questo prodotto rappresenti l’ennesima mossa di marketing per Disney e Marvel per provare a tirare acqua al proprio mulino e spingere nuovamente sui fan pressioni per il capitolo in uscita dedicato ai Vendicatori.
Sono dell’idea che ci si aspettasse di più da questo evento e sono dell’idea che Marvel non abbia tenuto fede alla sua promessa di fare chiarezza. Questo film è stato venduto come il legante tra ciò che è stato e ciò che sarà, peccato che tale collante non si veda proprio per nulla e anzi isola ulteriormente Avengers: Doomsday che ora si trova senza grandi progetti che si collegano direttamente ad esso (eccezione fatta per I Fantastici Quattro – Gli inizi e questa nuova edizione di Endgame). Sorgono dunque le prime perplessità per Doomsday? Io ho dubbi su questo prodotto dalla sua annunciazione e dal momento in cui Feige ha annunciato che si abbandonava Kang Il Conquistatore per introdurre Doom come villain principale della Multiverse Saga. Come ho già detto, il grosso problema che stiamo riscontrando consiste nel fatto che nessuno ha mai introdotto un beneamato nulla sul Dottor Destino, mentre Kang era già stato presentato e usato in più progetti.
Conoscevamo la minaccia che Kang rappresentava per gli Avengers e ci era stata presentata la sua idea per piegare nuovamente i Vendicatori, mentre di Doom non sappiamo nulla. Non sappiamo la sua missione, i suoi scopi; sappiamo unicamente che tutti gli eroi dovranno fare squadra per fronteggiare un nemico più grande.
Il mio voto: 7.5.
A cura di: Alessandro Molteni
Pubblicato il: 27.09.2026
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