Recensione di: Lanterns (2026)

Ideato da: Chris Mundy, Damon Lindelof, Tom King

 

Cast: Kyle Chandler, Aaron Pierre, Kelly Macdonald, Garret Dillahunt, Poorna Jagannathan, Ulrich Thomsen

 

Trama:

 

Le Lanterne Verdi sono eroi intergalattici che indossano anelli, i quali conferiscono loro poteri straordinari. L'esperta Lanterna Hal Jordan insieme alla nuova recluta e allievo John Stewart indagano su un mistero sulla Terra.

 

Introduzione:

 

Sarà per la storica mancanza di un prodotto degno del corpo delle Lanterne Verdi, saranno state le aspettative che ho su quasi ogni prodotto del DCU e aggiungeteci pure l’amore che nutro verso Tom King (autore tra gli altri della stupenda miniserie Supergirl: Woman of Tomorrow), ma su Lanterns nutrivo grosse speranze sin dalla sua annunciazione (avvenuta ormai al primo panel del DCU (avvenuto ormai nel lontano 2022) e devo ammettere che tali attese sono state alimentate dalle dichiarazioni di Gunn che lo davano come un prodotto thriller con un contorno di elementi supereroistici. I vari contenuti promozionali mi hanno fatto continuare a sperare e quando finalmente è uscita non stavo più nella pelle. 

 

Recensione:

 

Partirei da dire che la serie TV funziona e funziona su più fronti. Lavora bene sia come prodotto thriller, che come prodotto di introduzione supereroistico e soprattutto funziona bene a livello di continuity di un universo espanso. 

 

foto di: Wired Italia

La trama è lineare e ben lavorata. Non presenta grossi buchi narrativi e lavora bene sulle tematiche messe in mostra. Arriva ai concetti senza appesantire troppo gli episodi e senza annoiare lo spettatore. La serie riesce nell’impresa di incollare lo spettatore allo schermo grazie ai vari elementi che sceglie di realizzare. 

La struttura è quella di un thriller classico, un’indagine da risolvere, ma il tutto è condito con un duo disfunzionale che spesso si trova a dover fare i conti con le proprie differenze e con i propri demoni. Il tutto si somma al continuo mettere in scena elementi da scoprire con lo svolgere e lo scorrere degli episodi. Lo spettatore si trova con la volontà di arrivare alla risoluzione di un enigma e, nonostante spesso si trovi vicino a tale risoluzione, si ritrova con un mucchio di cenere in mano perché la realtà è diversa ed è labile. 

 

Ottimo il lavoro fatto sui diversi piani temporali che si scelgono di mettere in mostra. La scelta di creare diverse linee temporali da dover seguire e aspettare che si intreccino crea la famosa tecnica entrelacement, che obbliga lo spettatore a voler sapere sempre di più e lo lascia spesso con il fiato sospeso. 

 

Foto di: Fumettologica

Funziona bene anche la volontà di legare questa terza serie TV ai precedenti capitoli, portando non solo riferimenti a ciò che abbiamo già visto (infatti sono molteplici gli interventi sugli eventi di Superman, primo capitolo cinematografico del DCU), ma anche scegliendo di anticipare quello che vedremo e che coincide con la contemporaneità

dell’universo narrativo nella quale Gunn sta facendo muovere i suoi personaggi (abbiamo in questa prima stagione un nuovo riferimento al crociato incappucciato di Gotham, Batman). Il DCU anche attraverso questo progetto sta trovando sempre più una sua dimensione narrativa e sta sempre di più formando un progetto e un quadro unico nella quale iniziamo a intravvedere spettri di eventi più grandi. 

Foto di: IMDb

La trama funziona bene anche grazie al lavoro di opposti fatto sui due protagonisti (interpretati rispettivamente da Kyle Chandler e Aaron Pierre). John Stwart e Hal Jordan sono un duo imperfetto, pieno di problemi e di dinamiche tossiche, ma funzionano alla grande. Hanno un dinamismo perfetto e i due risultano sia comici che complessati donando tridimensionalità non solo ai loro personaggi, ma anche alla loro relazione. 

Lo spettatore è catapultato in quelle dinamiche imperfette, ma così umane e corrette. La produzione non cerca di idealizzare e semplificare il rapporto fra i due, ma bensì cerca un confronto umano tra mentore e allievo che vuole schiacciare la figura che lo ha istruito. Il tutto è accompagnato alle dinamiche sociali nella quale i protagonisti si devono muovere.  

Foto di: Games Radar

Interessantissimo il lavoro fatto sul passato dei due protagonisti e in generale sulle tre Lanterne Verdi messe sullo schermo. Gli episodi si susseguono in un’alternanza tra passato e presente molto funzionale. Alcuni episodi si concentrano maggiormente sulle vite passate e sugli eventi che hanno preceduto Lanterns e che non abbiamo visto. Esempio lampante di tale situazione è la lotta tra Hal e Sinestro che ci permette di capire il contesto dalla quale proviene Hal Jordan, ma che ci dà un’idea molto chiara anche sulle minacce che la terra sarà costretta a combattere in futuro. 

Vengono approfonditi bene i due passati dei protagonisti, ponendo una lente di ingrandimento sul motivo del rapporto travagliato tra John e la sua famiglia. Rapporto che non funge solamente da espediente narrativo, ma che serve soprattutto alla crescita della futura Lanterna Verde. Il tutto e ben dosato e non risulta mai stucchevole.

 

Fotografia ben misurata, che rimanda ai toni del thriller, ma senza far risultare il prodotto eccessivamente cupo. Sia chiaro, assistiamo a una fotografia parecchio scura, che in alcuni tratti risulta addirittura eccessiva e che non permette di godersi appieno la trama visiva. Ma tuttavia risulta una fotografia funzionale che costruisce un’atmosfera malsana, pregna di paura causata dai Manhunters e alle tensioni tra popolo ed eroi. 

 

Conclusione: 

 

Lanterns funziona bene. È una serie molto molto dinamica e che permette di espandere la palette del DCU e che introduce nuove dimensioni. Finalmente andiamo oltre la terra e vediamo un organigramma molto più vasto e complesso. Ragioniamo su nuovi fronti e impariamo a gestire nuove minacce e nuove realtà. Segna un momento e quasi un punto chiave per il nuovo universo di casa DC presentandoci diversi elementi che fanno presagire a minacce maggiori e più grandi. Siamo posti di fronte a episodi che sono destinati a creare teorie (cosa già successa sul web).

 

La serie e piena di emotività e regala allo spettatore la giusta dose di azione unita alla suspence del thriller, facendole scontrare in un connubio perfetto. 

 

Lanterns riesce nel suo intento di intrattenere, ma regala anche una serie TV insolita, che unisce in maniera esemplare due mondi molto differenti tra loro arrivando a completarsi e producendo un prodotto difficile da dimenticarsi.

 

Il mio voto: 8.5.

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